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Greg ancora di bronzo, una leggenda da raccontare

Col 3° posto nella 5 km è da 14 anni che ad Europei e Mondiali va a medaglia

Open Water, Men's 5km, Gregorio PALTRINIERI from Italy, bronze medal at the European Aquatics Championships Paris 2026, Paris, August 05, 2026 . (Photo by Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)

La grandezza di un campione si vede quando al cospetto di un’incompiuta come può considerarsi il 4° posto europeo di Gregorio Paltrinieri martedì a Parigi nella 10 km, l’analisi è severa con se stessi. «Devo imparare ancora, seppur a 32 anni, a valutare meglio la strategia. Ho sbagliato, ma sono qui per fare ancora esperienza per le Olimpiadi 2028. Questo è un errore costato caro». Uno come Greg non ha mai cercato alibi, e forse per questo dal 2012 - da quando vinse i suoi primi Europei, ancora minorenne (è nato nel 1994) - continua a rimanere sulla scesa da indiscusso protagonista. Il dio delle acque - vasca o fondo - poteva inserire nella pagina del suo romanzo la voce zero medaglie a Parigi? No, e infatti aveva due vie dopo la delusione del giorno prima: farsi condizionare dall’ossessione della medaglia, o reagire e afferrare finalmente la benedetta medaglia che dall’Olimpiade 2024 lo tormentava. Greg è tornato ieri il miglior italiano, domando finalmente la discussa Senna: ha raccolto un bronzo dietro l’imbattuto tedesco Florian Welbrock e l’ungherese Betlehem che hanno 28 e 22 anni.

E la serie continua: questa è la 57ª medaglia di Greg, che vede vicinissimo ormai il picco di Mister 60 medaglie, Massimiliano Rosolino (l’ultima volta sul podio europeo a 30 anni nel 2008). Una meta che non è stata raggiunta neanche dalla Divina Federica Pellegrini (ultimo podio europeo a 32 anni) o da Filippo Magnini (ultimo podio europeo a 34 anni nel 2016). Non c’è un obiettivo - se non il record mondiale nei 1500 ripetutamente sfiorato in vasca lunga - che sia sfuggito a Paltrinieri, capace di salire sul podio olimpico a Tokyo ancora con i postumi della mononucleosi. Gregorio è una leggenda unica perché ancora sotto l’effetto dell’oro olimpico a Rio 2016, già sapeva cosa gli sarebbe servito per rimanere al top: trovare una chiave, puntare sul fondo. L’apertura alle acque libere anche come ricerca di una vera libertà, oltre le corsie che mentalmente lo ingabbiavano. E Greg ha imparato il nuoto delle situazioni, delle scie, dei colpi proibiti, delle botte. Ma lo hanno reso felice, lo hanno mantenuto al vertice - non c’è evento in cui non abbia conquistato almeno una medaglia dal 2012 - alimentando una leggenda vivissima e non conclusa. Dopo il bronzo nella 5 km, ha sospirato: «Tutti i piccoli mi dicono che ero e sono il loro idolo, perché ho alzato il livello nel fondo, e adesso si vede. È un livello altissimo, da piscina: e molti fanno ora vasca e fondo. Quindi è bello che ci sia questa competizione, io mi diverto ancora tanto, ed è la cosa più importante».

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