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Madame Senna si prende un altro gioiello d’Oro

Taddeucci prima italiana a centrare una doppietta nel nuoto di fondo agli Europei. E trascina la Pozzobon al bronzo

Open Water, Women's 5km, Ginevra TADDEUCCI and Barbara POZZOBON from Italy, gold and bronze medal at the European Aquatics Championships Paris 2026, Paris, August 05, 2026 . (Photo by Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)

In principio fu Violino, la varesina Viola Valli che si prese il mondo del fondo di doppietta in doppietta tra il 2001 e 2003. Poi il podio olimpico, mondiale ed europeo fu opera della bolognese Martina Grimaldi e della toscana Rachele Bruni. Adesso è un’altra toscana, Ginevra Taddeucci, che più si butta giù e più sale su: che s’immagina a scalare la Tour Eiffel mentre se ne va di gran carriera nella 5 km come nella 10 km e stavolta si porta sul podio Barbara Pozzobon, trevigiana che si allena a Ostia nel centro federale guidata nel gruppo-Greg da Fabrizio Antonelli. Partita dalle gran fondo argentine, Babie si ritrova di bronzo nella 5 km e ringrazia la terza azzurra e ottava, Noemi Cesarano che l’ha aiutata a ritrovare la determinazione per gioire nella discussa Senna.

Dove la Taddeucci diventa la prima italiana a trionfare agli Europei nella 5 e 10 km. Nella specialità non olimpica, la fondista fiorentina allenata da Giovanni Pistelli era stata d’oro nel 2025 a Stari Grad, ha battuto ancora l’ungherese Viktoria Mihalyvari di 2″14, illudendola di farsi raggiungere.

Se non fosse che faticano davvero, è come se Ginevra stesse giocando con le avversarie: la sua superiorità si sta facendo schiacciante per la toscana che già nel 2024 ai Giochi sapeva come vincere le correnti della Senna. «Parigi continua a portarmi fortuna, spero di continuare così - sostiene Ginevra -. Cercavo la medaglia ma non pensavo di vincere». Barbara ha 32 anni e da troppo tempo inseguiva queste «sensazioni ed emozioni. Da quando hanno tolto dal programma la 25 km ho cercato di adattarmi a tutte le distanze». La Pozzobon fa compagnia a Ginevra come Linda Caponi nella 10 km.

Bronzi chiamano bronzi, e il nuoto artistico si congeda con la settima medaglia nell’Acrobatic. Dopo i due bronzi dei programmi a squadre, è ancora il podio di gruppo a dare consistenza ad un movimento che si rinnova. Manca solo l’oro (3 argenti, 4 bronzi), ma contro Russia (prima) e Spagna, questo bronzo sofferto e negato all’Ucraina valorizza un tema costruito sull’universo teatrale di Chicago. Acrobazie, ritmo e carisma si fondono in una prova piena di stile per Iacoacci, Mastroianni, Pedotti, Macchi, Bisi, G. Vernice, Andina e Macino. Un’esplosione di energia: è l’Italia, bellezza.

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