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Malagò o Abete: il calcio italiano sceglie la nuova guida contro la crisi

Favorito l'ex n°1 Coni. È il candidato della Serie A e alla vigilia ha già la maggioranza assoluta dei voti

Malagò o Abete: il calcio italiano sceglie la nuova guida contro la crisi
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Il terzo Mondiale mancato dalla Nazionale con conseguente scossone del calcio italiano e le dimissioni del presidente Gravina a soli sedici mesi e mezzo dalla sua rielezione con il 98,7 per cento dei consensi. Oggi a Roma si giocherà la partita della successione in Figc tra l'ex numero uno del Coni Giovanni Malagò e l'attuale guida della Lega Dilettanti e già presidente federale Giancarlo Abete. La sfida non ha vissuto toni accesi e la nuova guida non dovrà essere divisiva.

Superato l'ostacolo del 'pantouflage' - l'autorità anticorruzione ha escluso l'applicazione della norma all'ambito sportivo che limita il trasferimento di dirigenti apicali verso enti sui quali hanno esercitato poteri di vigilanza o controllo -, per Malagò la strada appare spianata. 274 delegati esprimeranno 516 voti complessivi grazie al 'peso' di ognuna delle sei componenti. Basterà la maggioranza del 50 per cento più uno dei voti per essere eletto e Malagò arriverà già forte del consenso raccolto in primis dalla Lega Serie A (18 per cento), da Serie B (6), allenatori (10) e calciatori (20). Nel suo programma la reintroduzione del Decreto Crescita, la cancellazione del divieto di pubblicità sul betting con ricavi da reinvestire su settori giovanili e infrastrutture.

Abete andrà comunque fino in fondo. Il presidente della Lega Dilettanti può contare in misura preponderante sul sostegno della sua associazione (solo il comitato lombardo voterà il suo avversario, ndr) e vuole portare avanti le sue proposte nell'ottica di un confronto costruttivo a prescindere dal risultato: la riforma dei campionati e la continuità con il lavoro fatto da Gravina, rimandando al recente progetto del settore giovanile.

Ma è consapevole che Malagò è a un passo dal mettere la sua esperienza al servizio di un calcio in difficoltà e che necessita di un cambiamento radicale. Prima mossa del neo presidente la scelta del ct, forse già in questa settimana: Roberto Mancini favorito.

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