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Nuova accusa di doping per Alex Schwazer. Ecco perché la Nada lo ha sospeso

Il marciatore altoatesino è stato trovato positivo all’Epo dopo un controllo antidoping in Germania, dopo la gara vinta lo scorso 27 aprile

Nuova accusa di doping per Alex Schwazer. Ecco perché la Nada lo ha sospeso
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Alex Schwazer finisce ancora nei guai. Per la terza volta nella sua carriera, a 41 anni, il marciatore altoatesino è risultato positivo a un controllo antidoping. La notizia, nell’aria dalla giornata di ieri, è arrivata nella tarda mattinata di lunedì tramite un comunicato di Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania, che ha reso noto di aver iniziato un procedimento contro l’azzurro. Schwazer è risultato positivo all’Epo nei controlli post gara ai campionati tedeschi sulla distanza di maratona dove lo scorso 27 aprile aveva sbriciolato gli avversari, correndo in poco più di tre ore, di gran lunga il miglior tempo italiano di sempre. Nada ha comunicato di aver trasmesso la documentazione anche alla magistratura ordinaria perché in Germania, come in Italia, il doping è reato e prevede pene pesanti.

L'Epo era già costata a Schwazer una prima squalifica nel 2012, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Nel 2016 arrivò poi una seconda positività agli steroidi, caso che ha generato una lunga battaglia giudiziaria, nonché il sospetto che dietro il caso ci fosse un complotto. L’atleta era tornato ad allenarsi con Sandro Donati. Tutto sembrava rientrato dopo un controllo a sorpresa del gennaio 2016 risultava positivo al testosterone, portando a una squalifica di 8 anni. Nel 2021 Il Gip del Tribunale di Bolzano archivia le accuse per "non aver commesso il fatto", accreditando l'ipotesi che le provette di urina, come accusava Schwazer, fossero state manipolate per incastrarlo. La Wada però non hai mai ridotto la squalifica. L’altoatesino era tornato in attività nel 2025, per passione più che per professione. Si allenava nei ritagli di tempo oltre il lavoro e la famiglia. La sua prestazione in Germania aveva riacceso i riflettori, fino a ipotizzare la sua partecipazione all’Europeo di Birmingham. Poi il direttore tecnico e scientifico dell'Italia dell'atletica, Antonio La Torre ha fatto altre scelte chiudendo ogni spiraglio. Ora si ritrova ora nuovamente al centro di un'inchiesta antidoping.

Intanto una conferenza stampa online, non programmata, è stata convocata, prima ancora che la notizia fosse resa nota, per le 16 di lunedì su Zoom da Giulia Mancini, la storica manager di Alex Schwazer, che aveva mantenuto totale riserbo sui contenuti.

Il marciatore altoatesino, oro olimpico nella 50 chilometri a Pechino 2008 e poi due volte squalificato per Epo (2012) e steroidi (2016, un caso super controverso) è tornato in attività nel 2025. Una tripla positività è rarissima, in caso di condanna la radiazione pare quanto mai certa.

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