C’era una volta l’Italrugby che prendeva schiaffoni nel Sei Nazioni da tutte le avversarie. Ora non è più così: dopo il successo all’Olimpico contro la Scozia, all’Aviva Stadium di Dublino gli azzurri combattivi e talentuosi restano in partita per oltre un’ora prima di soccombere alla maggiore qualità tecnica e alla potenza degli «Shamrocks». Finisce con un onorevole sconfitta per 20-13 che regala anche un punto di bonus: il ct azzurro Gonzalo Quesada ha dato un’identità ben precisa al suo XV, che vuole giocarsi a viso aperto qualsiasi sfida, anche contro avversari più quotati. La crescita dell’Italia rimane molto promettente ed evidente e può guardare al futuro con ottimismo.
Gran primo tempo azzurro, che sa soffrire e giocare al piede quando ne ha la possibilità. Lynagh paga con il giallo un avanti volontario e per 10 minuti restiamo in inferiorità numerica, con i padroni di casa che dopo un capolavoro difensivo di capitan Lamaro trovano la meta: ottima intuizione di McCloskey che riesce a liberare Osborne al termine di un’azione insistita. Errore clamoroso di Prendergast che non trasforma un calcio semplicissimo, l’Irlanda va dunque avanti solo 5-0.
Con il rientro in campo di Lynagh, gli azzurri trovano subito una punizione trasformata senza problemi da Paolo Garbisi per il 3-5 e la squadra del ct Quesada prova a fronteggiare con più convinzione gli irlandesi. Italia bene nei placcaggi come contro la Scozia, ottima azione di velocità dell’estremo Pani ma Lamaro non controlla il passaggio del compagno di squadra. Lo scontro testa contro testa tra Lorenzo Cannone e Craig Casey porta al giallo per l’irlandese e gli azzurri trovano poi la meta con Nicotera trasformata da Garbisi (10-5). La squadra di casa appare molto nervosa, l’Italia spinge e spreca un paio di azioni nel finale di primo tempo.
La ripresa registra immediatamente la reazione dell’Irlanda che si concretizza con la meta del 10-10 di Conan, ancora una volta non trasformata da Prendergast. Il primo errore in touche dell’Italia potrebbe offrire un’ottima azione agli «Shamrocks» ma poi è l’estremo Pani che arriva a 5 metri dalla meta prima di essere portato fuori campo dagli irlandesi. Azzurri costantemente in attacco, Menoncello scappa via con una finta che mette fuori causa mezza difesa irlandese lanciando Lynagh in meta, ma il lancio è in avanti e l’arbitro scozzese donna Hollie Davidson annulla dopo la visione del TMO.
L’Italia lotta, Zuliani recupera un gran pallone, l’Irlanda inserisce Crowley per un opaco Prendergast e trova con l’incursione di Baloucoune la meta del vantaggio e con lo stesso Crowley la trasformazione per il 17-10 dopo un’ora di gioco. I padroni di casa sembrano ora più tranquilli e concreti, l’Italia diventa più «fallosa» in touche e appare in debito d’ossigeno, tanto che arriva la punizione di Crowley per il 20-10.
L’Italia resta più brava nelle mischie ma l’inerzia della gara è ormai girata a favore degli irlandesi. Garbisi riduce il distacco con una punizione (13-20), l’Italia chiude in attacco, lo stesso Garbisi prova un calcetto in avanti per Menoncello ma il rimbalzo non premia gli azzurri e il risultato non cambia.