Altro che massaggi hard: Bertolaso li chiese per la figlia

Dai brogliacci dei Ros una frase che smonta l'ipotesi delle prestazioni sessuali. La segretaria al Salaria Sport Village: "La ragazza è reduce da un intervento". Una fattura da 1.450 euro dimostra che non si trattava di "benefit" a vantaggio del sottosegretario

Altro che massaggi hard: Bertolaso li chiese per la figlia

Ancora un riscontro, l’ennesimo, all’estraneità di Guido Bertolaso ai massaggi hard. Dopo le smentite arrivate dalle due massaggiatrici, entrambe fisioterapiste professioniste, dagli atti dell’inchiesta sugli appalti per i grandi eventi saltano fuori strani elementi. In un’informativa del Ros datata novembre 2009, per esempio, emergono intercettazioni che per gli inquirenti proverebbero il link incentrato sui «massaggi» (tra virgolette nelle carte giudiziarie) di Guido Bertolaso con l’imprenditore Anemone e con il circolo Salaria Sport Village, che a quest’ultimo faceva capo.

Ma che in realtà, a una semplice lettura, sembrano piuttosto sgomberare il campo dall’ipotesi che dietro agli appuntamenti fissati dal numero uno della Protezione civile si celassero prestazioni sessuali. E sarà un caso, ma il contenuto di questa informativa non trova spazio né nella richiesta di arresto dei pm fiorentini né nell’ordinanza firmata dal gip a inizio febbraio.

Una scelta che non rende meno interessante la lettura del documento. A pagina 82 i carabinieri presentano così un’intercettazione tra la segretaria del club di via Salaria e il factotum di Anemone, Diego Rossetti: «Che la persona che usufruisce, anche recentemente, dei “massaggi” presso il Salaria Sport Village sia sempre il dottor Guido Bertolaso, si ricava da una serie di conversazioni rilevate in data 12 novembre; alle ore 11.35 Giada avvisa Rossetti che la segretaria di nome Marina (Gallo) “di quella persona che fa i massaggi” ha rappresentato la necessità di organizzare un ciclo di riabilitazione per la figlia che ha avuto un incidente a una gamba. “Ascoltami ha chiamato quella persona che fa i massaggi, ok? E niente, dato che voleva avere una risposta entro un’ora per una cosa importante per la figlia (...) perché dovrebbe fare una riabilitazione per la gamba che adesso riprende la stagione sciistica l’8 di dicembre (...) e lei ha tolto da poco un chiodo (...) quindi gli serviva un personal trainer (...) per fare della piscina... lei mi ha detto proprio questo, un’ora di piscina, può iniziare pure domani con la maschera e il boccaglio... ”».

Insomma, Bertolaso aveva fatto chiedere tramite la propria segretaria al Salaria Sport Village se fosse possibile metter su un programma di riabilitazione per la figlia, reduce da un piccolo intervento chirurgico. Non suona proprio come la prova che il centro sportivo nascondesse segreti peccaminosi. Anzi. Che interesse avrebbe avuto un uomo che va a prostitute in un ambiguo club a mandarci sua figlia? Ma forse l’intenzione degli inquirenti era dimostrare che anche questo era un «benefit».
Ipotesi, però, smentita dallo stesso seguito delle intercettazioni di quel giorno, riportate nell’informativa. Rossetti parla con uno dei responsabili della struttura e gli spiega di spedire alla segretaria di Bertolaso un programma per la riabilitazione, e dice: «Mi raccomando pure i prezzi dentro... mettiamogli un programma, che ne so, 10 sedute, cose così».

E mezz’ora dopo, in un’altra telefonata, sempre Rossetti ribadisce: «Però lei, questa Marina (la segretaria di Bertolaso, ndr), voleva una mail dove noi gli mandiamo l’importo... l’importo inventatelo, insomma, fai... fagli 80 euro a seduta... ». Prezzo «inventato» o no, 80 euro per una seduta di fisioterapia non sono esattamente pochi. Anche perché non solo Bertolaso sostiene di aver sempre pagato tutto, dall’iscrizione annuale al club (circa 1.400 euro solo per l’ultimo anno come vedete nella ricevuta che pubblichiamo sotto) ai massaggi, ma in questo specifico caso avrebbe conservato non solo lo scambio di e-mail, ma anche un appunto lasciato alla segretaria in cui, spiegandole di che tipo di programma aveva bisogno la figlia, raccomanda: «Tutto a pagamento, in modo chiaro».

E che il Salaria Sport Village non nascondesse segreti l’aveva già scritto proprio la figlia di Bertolaso, Olivia, insieme alla sorella Chiara, nella lettera aperta scritta a Panorama: «Lo hanno accusato di frequentare un luogo losco e peccaminoso come il Salaria Sport Village, che è invece un centro sportivo frequentato ogni giorno da bambini, adolescenti, adulti e anziani in cerca di benessere e cure fisiatriche».