«Amaro, dolce, ristretto Il calice si degusta come la tazzina del caffè»

L'azienda vitivinicola Mastrojanni è l'ultimo nata in casa Illy, holding il cui cuore batte nel caffè ma che si è allargata a tè, cioccolato e marmellata. Dell'ultima avventura aziendale ne parla Riccardo Illy: trascorsi politici (fu sindaco di Trieste e Governatore del Friuli) e presidente dell'omonimo gruppo alla terza generazione.
«Valutato che Illy era cresciuta quindici volte, pensammo alla diversificazione. Al bivio se cambiare strategia diminuendo qualità e prezzi, o replicare l'eccellenza nel mondo del cioccolato, tè e confetture, optammo per la seconda strada. Quel che mancava era rimettere i piedi nella terra. Così acquistammo l'azienda Mastrojanni».
Come è il business del vino?
«Richiede altissima densità di capitali. Abbiamo acquistato Mastrojanni pensando alla quinta generazione, investendo 16 milioni per un fatturato che è passato dall'iniziale milione del 2008 a 1,3 ml».
Cosa hanno in comune vino e caffè?
«Le fasi della degustazione. Per entrambi si valutano amarezza, dolcezza, acidità, restrizione».
Cresce l'export dei nostri vini, ma non si sfonda nei Paesi emergenti. Perché?
«Noi Italiani pensiamo di poter contare su prodotti di tale qualità che seppure arrivano per ultimi poi si affermano».
Come si sente in questa Italia che arranca?
«Un imprenditore è ottimista per definizione. L'Italia ha sempre saputo risollevarsi, riuscirà anche ora. Per arrestare questa lunga crisi, così simile a quella del post-1929, è necessario un evento choc. Che nel secolo scorso fu la seconda guerra mondiale mentre ora mi aspetto qualcosa di positivo».
Cioè?
«L'affermazione definitiva dell'energia rinnovabile alla quale non arriveremo per ragioni ideologiche o intuito politico, ma per necessità: le fonti rinnovabili costano meno».

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