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Arte e Storia

Addio Zannier il fotografo che ha fatto la storia

La sua morte ieri si è portata via un bel pezzo della vicenda della fotografia in Italia, sia scattata e sviluppata, che scritta e studiata

L'arte di Italo Zannier: così un'apparizione diventa vera fotografia

Italo Zannier, friulano, classe 1932 e nato Spilimbergo (Pordenone), è stato il primo titolare, in Italia, di una cattedra di Storia della fotografia, a Venezia, quella che, non a caso, è una delle città più fotografate del mondo. Ha sempre avuto una visione del mondo, l’ha messa su pellicola con scatti nitidi, precisi, di altissima qualità. Tirava, in un certo senso, le foto fuori dalle cose: «Mi faccio sorprendere da situazioni anomale, casuali, che sembrano attendere una immagine». Così diceva.

Ma questa sua arte istantanea era figlia di una lunghissima riflessione, quasi maniacale, di certo collezionistica. Allievo dell’architetto Bruno Zevi (1918 - 2000) - «fu il primo che mostrò interesse per le mie foto. Ero agli inizi» - è stato collezionista di 12mila libri a tema (e anche di singoli scatti entrati nella storia).

La sua morte ieri si è dunque portata via un bel pezzo della vicenda della fotografia in Italia, sia scattata e sviluppata, che scritta e studiata. Tanto per dire, senza Zannier avremmo rischiato di capire molto meno il genio di Tina Modotti. Basti ricordare lo splendido capitolo dedicato alla fotografa nel suo L’occhio della fotografia. Protagonisti, tecniche e stili della «invenzione maravigliosa» (Carocci). Ma è davvero difficile stilare un catalogo dei suoi contributi: nel corso della sua carriera ha insegnato allo Iuav e a Ca’ Foscari a Venezia, oltre che al Dams dell’Università di Bologna. Zannier ha ricoperto anche la presidenza dei comitati scientifici del Museo di storia della fotografia Alinari di Firenze e del Craf, il Centro di ricerca e archiviazione della fotografia di Spilimbergo, da lui fondato nell’allora sede di Lestans di Sequals nel 1994. Intensa anche l’attività curatoriale: ha firmato numerose mostre e seguito la sezione dedicata alla fotografia in diverse edizioni della Biennale d’Arte di Venezia. Negli ultimi anni si era ritirato a vita privata a Lignano Sabbiadoro. Ma molti ancora ricordano la magia ad esempio della mostra organizzata dal Mart di Rovereto a partire dai suoi archivi nel 2019: La fotografia ha 180 anni! Italo Zannier fotografo innocente.

Erano cento capolavori, il suo modo di fotografare la fotografia.