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Caravaggio, lo Stato acquista il "Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini": quanto ha speso

È uno degli acquisti più onerosi di sempre per un’opera d’arte: cosa rappresenta il celebre dipinto di Caravaggio e dove è possibile ammirarlo

Wikipedia
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Un acquisto di enorme valore e prestigio dopo una lunga trattativa: da oggi fa parte del patrimonio dello Stato italiano il celebre “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” realizzato dal Caravaggio. L’acquisizione, conclusa per la cifra di 30 milioni di euro, rappresenta uno degli investimenti più importanti mai sostenuti dallo Stato per l’acquisto di un’opera d’arte.

Cosa rappresenta

Il prestigioso acquisto mette in risalto l’impegno del Ministero della Cultura (Mit) nel rafforzare le collezioni pubbliche con opere di assoluto rilievo nella Storia dell’Arte. Nel dettaglio, si tratta di un’opera che raffigura il futuro Papa Urbano VIII (1568–1644) intorno ai trent’anni quando ancora si trova in veste di chierico della Camera Apostolica, un crocevia fondamentale della sua ascesa al potere.

L’opera fu messa a disposizione del pubblico da Roberto Longhi nel celebre articolo “Il vero Maffeo Barberini” del Caravaggio, pubblicato su “Paragone” nel 1963, e da quel momento riconosciuta dalla critica come un’opera di Michelangelo Merisi. “Longhi stesso riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come in esso Caravaggio inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici”, spiega il Mit in una nota.

Un altro elemento straordinario è che nel panorama delle opere riconosciute al Caravaggio, circa 65, è che i ritratti sono soltanto tre tra cui quello appena acquistato dallo Stato Italiano.

Le parole di Giuli

“Si tratta di un’opera di eccezionale importanza, attribuita al Maestro da Roberto Longhi, che viene oggi offerta alla piena fruizione del pubblico e della comunità scientifica internazionale, a pochi mesi dalla sua prima esposizione in un museo, avvenuta a Palazzo Barberini. Tale acquisizione, insieme a quella, recente, dell’ ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento del patrimonio culturale nazionale che il Ministero della Cultura continuerà a portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rendere accessibili a studiosi e appassionati alcuni capolavori della storia dell’arte altrimenti destinati al mercato privato. Desidero ringraziare tutte le istituzioni, i funzionari e i tecnici che hanno lavorato con grande competenza e dedizione affinché un risultato di questa rilevanza potesse essere raggiunto", ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Dove è possibile ammirare il Ritratto

In fase di negoziazione, dopo un accordo con i proprietari, l’opera era stata esposta nelle sale di Palazzo Barberini dal mese di novembre 2024 e fino alla chiusura della mostra “Caravaggio 2025” che ha accolto oltre 450mila visitatori.

Il dipinto rimarrà dove si trova attualmente e potrà “dialogare” con altri celebri dipinti di Caravaggio tra cui spicca “Giuditta che decapita Oloferne”, anch’essa frutto di un acquisto dello Stato italiano avvenuto nel 1971.

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