L’opera gocciola da una grata del soffitto e forma una chiazza di sangue. Luci abbassate nel corridoio superiore della Cattolica con vista sul cortile del Bramante. Si chiama «Respiro» come «qualcosa che attraversa l’edificio sotto pelle» e «avviene» senza interrompere la vita quotidiana: studenti, docenti e visitatori continuano a percorrere il corridoio. È una delle opere realizzate per la Triennale d’Arte contemporanea «Art Cut 26» che si svolge contemporaneamente in sette Università Cattoliche nel mondo, presenta i lavori di 104 artisti di 8 città. Questa prima edizione, fino al 20 novembre, si intitola «Esercizi di empatia, macchine spirituali» ed è ispirata dall’appello di Papa Leone XIV che, nell’enciclica Magnifica Humanitas afferma che i sistemi tecnologici e l’AI possono simulare l’empatia, «ma non comprendono ciò che producono, perché non penetrano l’orizzonte relazionale e spirituale» dell’essere umano. Il Pontefice ha invitato le università «a contribuire al discernimento sulle scelte che incidono sulla vita delle persone».

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