Cos’hanno in comune una sciabola, un pugnale katar, un fumetto di Hugo Pratt, un sitar indiano, un disegno di Carlo Rispoli, un’illustrazione in digitale di Andrea Calisi e un costume di scena riemerso dagli archivi Rai? Gli appassionati di Emilio Salgari avranno già la soluzione. Per gli altri la risposta arriva dall’Orangerie della Reggia di Monza, dove visto il grande successo di pubblico - cultori del mito salgariano ma anche semplici profani col desiderio di saperne di più - la mostra «Sandokan. La Tigre ruggisce ancora» è stata prorogata fino al 6 settembre. Curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, l’esposizione ripercorre l’epopea della Tigre della Malesia attraverso opere originali, illustrazioni, materiali d’archivio, cinema, fumetto e cultura pop. Per la prima volta sono esposti preziosi reperti della cultura Dayak, donati a re Umberto I da Charles Brooke, insieme ad armi tradizionali, manufatti e costumi della celebre serie tv con Kabir Bedi. Una grande trama multisensoriale che mette in dialogo la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà: dal Muciv, Museo della Civiltà di Roma, arrivano oggetti come armi (spade, daghe, piccoli cannoni, archibugi, coltelli), modelli di imbarcazioni (giunche e barconi da carico), strumenti musicali (gong, sarangi, sitar), vesti e ornamenti tipici; dalla Cineteca Nazionale materiale cinematografico come manifesti e locandine originali; dalla Rai i costumi utilizzati nello sceneggiato del 1976 di Sergio Sollima; dalla Cong Sa-Hugo Pratt le tavole della versione fumettistica del romanzo «Le tigri di Mompracem», realizzata per il Corriere dei Piccoli nel 1969 e pubblicata soltanto 40 anni più tardi, nel 2009. Il capolavoro «Le due tigri» affascinò un altro maestro del disegno, Carlo Rispoli, che ne trasse una riduzione in strisce data alle stampe nel 2015. Preziosa la collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo - Musli di Torino, custode di un corposo fondo salgariano di edizioni storiche e tavole originali. Una sezione è dedicata ai protagonisti della saga, come Yanez, Marianna e i Tigrotti, simboli di coraggio e libertà. Il percorso si conclude con un ritratto di Emilio Salgari. Visionario l’allestimento, che ricrea le atmosfere della giungla del Borneo attraverso suoni, mappe, approfondimenti botanici e scenografie che raccontano l’Oriente fantastico immaginato da Salgari. Che sarà stato pure, come in molti lo additarono, un «viaggiatore da biblioteca», ma ha raccontato storie capaci di incantare generazioni.

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