Platone, Dante, Manzoni, Goethe e Shakespeare. E non li abbiamo nominati tutti, le statue sono dieci (ci sono anche Paracelso, Tommaso d’Acquino, Chateaubriand, Petofi e Cantemir). Stanno insieme, intenti a «esserci». Già, non si pensi che debbano fare qualcosa. La loro presenza è bastevole a influenzare il cortile degli Spiriti Magni. Siamo nel cuore di Milano, in piazza Pio IX, nella Veneranda Ambrosiana, la biblioteca fondata da San Carlo Borromeo insieme alla Pinacoteca. Il cortile con le statue dei saggi di ogni tempo è stata un’idea del prefetto Giovanni Galbiati, sorse nel 1932 con il nome dal Canto IV dell’Inferno di Dante («li spiriti magni» è un verso del Limbo). È un angolo di tempo sospeso, talmente prezioso che non si può calpestare, è aperto solo per eventi eccezionali. Ma durante le visite alla Pinacoteca lo si può ammirare dall’alto, dalle terrazze e dai loggiati. L’invito a conoscere l’Ambrosiana, la corte dei saggi e la Cripta di San Sepolcro - che si trova nell’omonima piazzetta alle spalle della Biblioteca - arriva dalla stessa istituzione: da oggi al 31 agosto, chi risiede a Milano potrà entrarvi gratis. Un’occasione per chi resta o non è ancora partito per le ferie.
Il Segretario generale della Veneranda Biblioteca, Antonello Grimaldi, ha spiegato: «Con queste iniziative estive vogliamo restituire l’Ambrosiana e la Cripta con i loro capolavori ai milanesi. I musei devono trovare tutte le modalità per uscire dalle loro mura, spesso percepite come elitarie e autoreferenziali e tornare a essere luoghi di tutti». Per questo fino al 31 agosto, presentando la carta d’identità all’ingresso, i milanesi non pagheranno il biglietto. L’accesso sarà libero anche per gli over 65, residenti in qualsiasi città, ma solo fino al 31.
Nel periodo estivo la Pinacoteca sarà aperta anche la sera con ingresso a prezzo ridotto. Nella Pinacoteca si possono oggi trovare opere provenienti dalla collezione di Federico Borromeo (nei quattro corridoi che circondano la sala di lettura della Biblioteca) e da numerosi lasciti successivi, tra cui dipinti di Leonardo, Botticelli, Bramantino, Bergognone, Bernardino Luini, Tiziano, Jacopo Bassano, Moretto, Caravaggio, Morazzone, Daniele Crespi. Oggi il museo comprende 24 sale con più di 300 capolavori dei massimi artisti italiani ed europei.
La cripta è invece una vera chiesa ipogea del 1030, divenne il luogo preferito da San Carlo (che la definì «l’ombelico di Milano») per ritirarsi a pregare.
