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Sharon Stone: “L’arte è una ricerca spirituale”. A Milano il racconto della sua seconda vita da pittrice

L’attrice si è raccontata in diretta da Los Angeles alla presentazione del libro di Mimmo Di Marzio dedicato ai grandi protagonisti della cultura che hanno trovato nella pittura una seconda vita

Sharon Stone: “L’arte è una ricerca spirituale”. A Milano il racconto della sua seconda vita da pittrice
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Cosa accomuna Hermann Hesse, Winston Churchill, Federico Fellini, David Bowie e Sharon Stone? Apparentemente nulla. Eppure tutti hanno coltivato una passione rimasta a lungo nell’ombra rispetto alla notorietà raggiunta nei rispettivi ambiti: la pittura. È il tema al centro del libro “Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita”, del giornalista e critico d’arte Mimmo Di Marzio, presentato martedì 16 giugno alla Libreria Ubik di Milano insieme al giornalista e critico Giuseppe Frangi e alla giornalista Marta Perego. Un volume che raccoglie trentatré storie di scrittori, musicisti, attori e leader politici che hanno trovato nella pittura una forma alternativa di espressione e, spesso, un rifugio interiore. Tra i protagonisti del libro, uno dei momenti più attesi della serata è stato il collegamento in diretta da Los Angeles con Sharon Stone, che negli ultimi anni ha affiancato alla carriera cinematografica una sempre più intensa attività artistica. Nel corso dell’incontro, l’attrice ha mostrato anche alcune delle opere appese alle pareti della sua casa, trasformando il dialogo in una sorta di visita privata nel suo atelier domestico. Il suo lavoro da pittrice interessa molto al pubblico: la sua prima opera fu venduta per 30 mila dollari e molti suoi dipinti, spesso di grandi dimensioni realizzati in acrilico e spray su tela, sono stati esposti in gallerie internazionali di Los Angeles, Berlino e nel Connecticut (tra i titoli delle opere ricordiamo It’s my Garden, City Lights, Reflections, Bossa Nova).

L’attrice americana ha raccontato come il suo rapporto con la pittura sia nato durante l’infanzia. “Quando ero bambina vivevo spesso con mia zia Vaughn e mia nonna Leela. Mia zia era una pittrice ed è stata lei a insegnarmi a dipingere”. Dopo una vita dedicata soprattutto al cinema, oggi Sharon Stone espone in gallerie internazionali tra Stati Uniti ed Europa e considera la pittura una parte essenziale della propria identità. “Credo di essere nata per essere un’artista. Che si tratti di recitare, scrivere, dipingere o comporre musica, è sempre la stessa vocazione”. La sua idea di arte va ben oltre l’esercizio tecnico. Per Stone, dipingere significa entrare in contatto con una dimensione spirituale. “Quando recito o dipingo sento di entrare in relazione con qualcosa di più grande di me. È come canalizzare una coscienza universale”.

Stone

E ancora: “L’arte è una ricerca spirituale. La creatività è quella parte della coscienza che proviene dallo spirito”. La sua pittura nasce dall’osservazione della natura e dalla trasformazione delle emozioni in colore e materia. Durante il collegamento ha mostrato alcune opere astratte ispirate ai paesaggi di Malibu, alla luce del tramonto sull’oceano e alle sensazioni suscitate dall’acqua, dalla pioggia e dai rapporti umani. “Non cerco di riprodurre ciò che vedo. Cerco di catturare l’emozione che quella cosa contiene”, ha spiegato. Secondo l’attrice, il dipinto non deve descrivere la realtà ma evocarla. “La pittura è un velo attraverso cui passa l’immaginazione”. Nel dialogo con Di Marzio ha ricordato anche il rapporto con alcuni grandi protagonisti dell’arte contemporanea, tra cui Robert Rauschenberg. “Dipingevo con Bob e, dopo la sua morte, ho avuto il privilegio di utilizzare alcuni dei suoi strumenti di lavoro. È stata un’esperienza profondamente commovente”.

Non è mancato un omaggio all’Italia e ai suoi artisti, da Modigliani a Giorgio de Chirico, fino a Caravaggio e Raffaello. “L’Italia possiede una forza artistica straordinaria. Amo il modo in cui gli italiani vivono e condividono la bellezza”.

Parole che riassumono perfettamente lo spirito de Gli insospettabili: un libro che racconta come, per molti protagonisti della cultura e dello spettacolo, la pittura non sia stata un semplice passatempo, ma una seconda vita capace di rivelare aspetti profondi e spesso inattesi della loro personalità.

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