Arte I ritratti di Listri pieni di «armonia»

Svelare la bellezza di luoghi deputati alla cultura e al collezionismo d’arte, a volte gelosamente custoditi, altre volte aperti a tutti. Potrebbe essere questa, in sintesi, l’idea del fotografo fiorentino Massimo Listri, i cui «Ritratti d’interni» sono in mostra fino al 22 luglio nella nuova galleria di Francesca Antonacci (via Margutta 54). Sale di musei, biblioteche, regge e dimore gentilizie della Mitteleuropa, ma anche italiane, sono messe in posa e, come per magia, appaiono in tutto il loro fulgore, meravigliosamente sospeso tra realtà e sogno.
In oltre trent’anni di carriera Listri, cofondatore con Vittorio Sgarbi e Franco Maria Ricci della rivista FMR, ha girato l’Europa fotografando con ricercata eleganza la magnificenza di apparati decorativi di ambienti abbandonati all’oblio dall’avvento di nuove mode o dall’inaccessibilità degli edifici che li custodiscono. Spazi rigorosamente vuoti, privi di ogni contaminazione umana, ma segnati da opere dell’uomo come statue, libri, affreschi. Listri, fortemente attratto dall’architettura, privilegia le simmetrie, le fughe prospettiche, le visioni laterali; allo stesso tempo il suo occhio, come sottolinea Sgarbi, «educa il nostro a vedere anche quello che rischierebbe di non vedere, o di non avvertire, soprattutto gli armoniosi volumi delle stanze». Talvolta egli solarizza un’immagine, oppure enfatizza un particolare o un colore, come avviene per il verde in Palazzo Altemps, Roma (1998) o per il viola nel Castello di Friedstein, Gotha (1999), ma nel complesso la sua fotografia è veritiera ed estremamente nitida. La luce gioca un ruolo importante, accentuando il dinamismo quasi surreale di alcune sculture.
Dalle biblioteche tedesche di Weimar e dell’Abbazia di Kremsmunster all’Armeria Reale di Torino, dalla Gliptoteca di Copenaghen al Palazzo Reale di Stoccolma, dalla reggia di Caserta a quella di Versailles, dagli Uffizi di Firenze alla Centrale Montemartini di Roma Listri ci fa scoprire che la bellezza di un luogo non è mai casuale, e che ci è voluta una sensibilità particolare per poter realizzare una collezione di opere d’arte o di libri, culmine di elevate aspirazioni culturali, che ancora oggi appare in armonia con uno specifico luogo o, come direbbero gli antichi, con il suo genius loci.
Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 16-19,30; sabato su appuntamento (tel. 06.45433036)

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