Assalto al Pirellone, anche l’urlatore Ricca in fila per un posto nelle liste di Tonino

L’ultimo parto della cosiddetta società civile nelle liste elettorali
di Di Pietro, dopo le hostess Alitalia, i filosofi deboli e i
sindacalisti Fiom, potrebbe essere un urlatore tendenza Grillo-De
Magistris, il movimentista con altoparlante e videocamera specializzato
in blitz stradali (memorabili quelli contro Sgarbi) Piero
Ricca, quello del buffone/puffone al Cavaliere

L’ultimo parto della cosiddetta società civile nelle liste elettorali di Di Pietro, dopo le hostess Alitalia, i filosofi deboli e i sindacalisti Fiom, potrebbe essere un urlatore tendenza Grillo-De Magistris, il movimentista con altoparlante e videocamera specializzato in blitz stradali (memorabili quelli contro Vittorio Sgarbi) Piero Ricca, quello del buffone/puffone al Cavaliere.
Ricca, dopo un decennio di sortite contro la casta e la schiatta dei politici, potrebbe comparire lui stesso come novello politico, nei panni di candidato Idv per la Regione Lombardia, insieme al capolista - anch’egli novità dipietrista per le regionali di marzo -, l’attore teatrale Giulio Cavalli, autore di spettacoli su temi molto engagé, dal G8 di Genova alla pedofilia, ma soprattutto alla mafia (da un anno vive scortato, come Saviano). Li unisce, tutti e tre, il viola, tonalità del popolo No Cav, che per Tonino sta diventando una specie di secondo colore simbolo. Il nome di Ricca non è ufficiale per ora (la notizia di trattative in corso, data dalla Voce delle Voci, è però confermata all’interno del partito) mentre la candidatura del Saviano lombardo sarà presentata ufficialmente questa sera a Milano, con De Magistris come padrino dell’operazione.
In effetti anche Ricca rientrerebbe nella quota Micromega dell’Idv, nomi cioè che rispondono alla richiesta fatta pubblicamente dal «dipietrista» Paolo Flores D’Arcais (e sponsorizzata da De Magistris e Travaglio) di far fuori i cacicchi dell’Idv e dare spazio a gente nuova senza un passato di trasformismi politici. Questo principio, accettato come un amaro calice da Di Pietro, si è tradotto in una sfibrante e complicata diplomazia interna per dare uguale soddisfazione ai vecchi cacicchi (che guidano il partito localmente) e alle fibrillazioni grillesche. La risultante si vedrà nelle liste definitive, ma per l’urlatore anti-politico (ma con una curiosa attrazione per la politica attiva) Piero Ricca potrebbe essere la discriminante per un posto in lista. Secondo i dipietristi di vecchio rito, l’attore «viola» vicino a De Magistris basta e avanza per dare voce a quell’area. Se invece i loro calcoli fossero azzardati, ci sarebbe anche Ricca in corsa per il consiglio regionale lombardo.
La sua discesa i campo sarebbe una novità parziale, perché già nel 2008, prima delle elezioni politiche, si era fatto avanti lui stesso con Tonino per proporsi come candidato onorevole. Di Pietro - aveva fatto sapere lo stesso Ricca dal suo blog - era rimasto sul vago dicendo «che ha stima di me e che terrà conto della proposta». Non se ne fece nulla. Ora che si sono rivisti, insieme a Milano per protestare contro una «via Bettino Craxi», se ne può riparlare. Una ventata di eleganza dipietrista nelle plumbee sale del Pirellone.
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