La Buvette

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A sinistra scoppia il caso Castellino. Lui non si pente di nulla

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Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori "l'altro". Il parlamento è il nuovo Squid Game.

Niente da fare per Giuliano Castellino, l’ex leader di Forza Nuova noto anche per aver “assaltato” la sede della CGIL di Roma (lui non se ne pente affatto), viene tenuto lontano dalla Camera dei deputati. Pericolo pubblico. Dunque, niente caffè alla Buvette di Montecitorio. Solo polemiche. Amare. Così lo abbiamo raggiunto telefonicamente.

- ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIANO CASTELLINO -

“Questa è la democrazia” ha esclamato Castellino fuori dal Palazzo. Strano per uno che si professa fascista. Alcune leggi e divieti dovrebbero piacergli. Ma evidentemente non gli piacciono più. Già, perché Giuliano Castellino sembra avere riposto nel cassetto la camicia nera. Al suo posto cravatta marrone e camicia bianca. Una nuova veste per un nuovo partito: “Italia libera”. Anche se lui preferisce non parlare di “storia”. “Ritornerò da eletto” ha promesso. Chissà. Un fatto è certo: Castellino ha capito che per fare politica bisogna abbandonare le vecchie ideologie e spezzare il manganello.

Ma questi nuovi panni “puliti” non piacciono alla sinistra che, dopo aver mirato e abbattuto Enrico Montesano a Ballando con le stelle per aver indossato la maglietta della “X flottiglia Mas” durante le prove del balletto, ha colpito anche Castellino. Affondandolo. È vero, bisogna ammetterlo, la sinistra qualche battaglia (ogni tanto) riesce a vincerla. Peccato si tratti solo di cose di poco conto. Chiacchiere da bar.

Il coro è ampio. Dal Pd al M5S fino al Terzo Polo. Ma anche l'Anpi. E pure la Cgil. "Crediamo che una persona come Castellino, sotto processo per avere scelto deliberatamente di assaltare la sede di un sindacato, non meriti di entrare alla Camera dei deputati per presentare un nuovo partito”. Ha detto Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio.

L'evento ha scatenato un vespaio. "Fontana fermi chi assaltò la Cgil", la protesta dei Dem. "È una cosa inaudita", per il capogruppo M5S, Francesco Silvestri. Per il calendiano Matteo Richetti "è inaccettabile la sua presenza". Mentre l'Anpi si è espressa col presidente Gianfranco Pagliarulo: "Chiediamo formalmente al presidente della Camera di impedire questo oltraggio alle istituzioni democratiche". Tutto risolto, Castellino non è stato ammesso alla Camera ma lo sarà alle prossime liste elettorali dove promette battaglia. Senza manganello. Sia chiaro.

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