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Che vergogna questo video, la docente “caccia” i giovani Fdi e Minetti: quindi, oggi…

Travaglio aveva preso un bidone, Pozzolo come Gianburrasca e Trump

Che vergogna questo video, la docente “caccia” i giovani Fdi e Minetti: quindi, oggi…

  • Oggi giornata gustosa, mettetevi comodi.

  • Io sto col povero Emanuele Pozzolo. Il deputato “pistolero” l’altra sera è uscito di strada col suo Suv ed è stato trovato col tasso alcolemico il doppio del consentito. Sto con lui un po’ perché, cribbio, devi essere peggio di Gian Burrasca per farne così tante tutte in fila. E poi perché vorrei proprio vedere quanti di voi (io no, sono quasi astemio per colpa di una maledetta emicrania) si sono messi almeno una volta nella vita alla guida dopo aver bevuto un paio di bicchieri a cena o qualche birra in più.

  • La storiaccia di Nicole Minetti, delle feste a base di coca e sesso, dell’adozione losca, dell’avvocato morto, del mancato cambio di vita… non era una storiaccia. Tutto finto. Tutto farlocco. O almeno è quello che sostiene il procuratore generale di Milano che ha sbugiardato su tutta la linea il giornale diretto da Marco Travaglio. Adoro.

  • Leggo dalla nota stampa della Procura generale di Milano, perché mica potevo crederci. In particolare, dice la pg Francesca Nanni. Primo: “Contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore”. Secondo: “Non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia”. Terzo: “Non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”. Quarto: è confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e delle terapie. Quinto: è confermato il previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia. Sesto: Minetti ha davvero cambiato vita, visto che “è confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay”. Settimo: risultano smentite “le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni, affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime e in seguito con indicazione del proprio nominativo”. Nisba. Niente. Parere sulla grazia confermato e tanti saluti.

  • Ora è necessario fare due considerazioni. Primo: come ripetiamo da tempo, prima di gettarsi come avvoltoi su questa o quella fonte (capito, Ranucci?) è sempre il caso di verificare bene, sennò si rischia di rovinare delle vite. Secondo: Mattarella dirà qualcosa ai suoi uffici? Perché qui tutto il bubbone è esploso più per l’opera comunicativa del Quirinale che del Fatto. Il quotidiano di Travaglio ha fatto, più o meno bene, questo sarà oggetto di discussione, il suo lavoro. Ha cercato storie. Il problema è che a quelle supposizioni il Colle diede immediato seguito chiedendo “con cortese urgenza” verifiche al ministero della Giustizia. Un comunicato frettoloso, forse esagerato, che ha scatenato l’ovvio circo mediatico contro il povero Nordio che, peraltro, non c’entrava un fico secco. Il tutto per scoprire oggi che le feste di droga e sesso non ci sono mai state. Non dico che i controlli non andassero fatti, ma forse il Quirinale poteva andarci un po’ più coi piedi di piombo. Anche solo per evitare che un po’ di panna montata si trasformasse in un vero e proprio bubbone.

  • La Schlein non vuole dialogare col centrodestra sulla legge elettorale. Poi non si lamenti se la approvano a maggioranza, però.

  • Bisogna però dare atto al Fatto Quotidiano di aver titolato: “La procura ci smentisce”. Chapeau.

  • Quindi Trump, dopo averci detto che in Iran ci sarebbe stato un regime change, adesso ci spiega di essere pronto a incontrare il nuovo leader Khamenei. Sarebbe una clamorosa sconfitta per l’America.

  • Io proprio questa proposta di dare 200 euro extra agli under 35 contro l’emigrazione non la capisco. Ma scusate: secondo voi 200 euro al mese e i mezzi pubblici gratis impediscono al cervellone italiano di andarsene in Francia o in Germania? Eddai.

  • Ma poi “bonus” è l’unica risposta che conoscete? L’unica cosa intelligente, se proprio volete farli rientrare, è regalare loro qualche anno di tasse zero. Zero. In modo che venire a lavorare qui, e magari ad aprire un’azienda, sia oltremodo vantaggioso. Altrimenti, signori miei, finiranno col restare altrove.

  • Ma se la figlia di Benedetta Parodi e Fabio Caressa sceglie Torino per studiare invece di Milano, esattamente, a noi che ce ne frega?

  • Vediamo se stavolta l’Ordine dei giornalisti dice qualcosa sul Fatto e su Repubblica. O se tacerà ancora. O, peggio, se la prenderà con i legali di Minetti e Cipriani perché osano querelare chi s’è inventato delle storie mica da niente.

  • Ehm, amici: ma una volta, quando certe cose le faceva la destra, urlavate alla “macchina del fango”. E adesso?

  • A Torino, davanti a una scuola, alcuni ragazzi di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, stavano svolgendo un volantinaggio contro la “cultura maranza” e ovviamente è partita la solita contestazione. Roba già vista. Va bene. E magari quel volantino non sarà esattamente condivisibile, non lo so perché non l’ho letto e me ne frego: qui il punto è che in democrazia chiunque, a maggior ragione i giovani del primo partito nazionale, ha il diritto di esprimere le proprie idee. Ed è vergognoso, dico vergognoso, che una docente si metta a capo di un gruppetto di ragazzi “di sinistra” e inviti quelli “di destra” ad andarsene. Ma che spirito educativo è mai questo? I docenti non dovrebbero insegnare il dialogo? L’incontro? Il confronto?

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