Tre anziane ultraottantenni sono finite nel mirino di una banda di ladri particolarmente esperta che sarebbe riuscita a entrare nelle loro abitazioni senza lasciare alcun segno di effrazione. È accaduto in via Umberto Maddalena 4, a Verona, dove la polizia è intervenuta dopo la denuncia presentata dal figlio di una delle vittime. Secondo quanto emerso, i malviventi avrebbero agito con estrema freddezza e con tecniche sofisticate, tanto da riuscire ad aprire porte chiuse a doppia mandata senza danneggiare serrature o cilindri.
L’uomo elegante
A rendere ancora più inquietante la vicenda sono le immagini registrate da una telecamera privata installata in una delle abitazioni. Nel video si vedrebbe un uomo vestito elegantemente, con giacca e abiti curati, mentre prima di entrare nel palazzo indossa guanti in lattice, cappellino e mascherina sanitaria. Secondo il racconto dei familiari delle vittime, il ladro sarebbe riuscito a introdursi negli appartamenti senza alcuna difficoltà, portando via gioielli in oro, denaro contante e persino fotografie personali delle anziane proprietarie.
Il finto carabiniere e la seconda truffa
Dopo il primo colpo, però, sarebbe scattato un secondo e ancora più inquietante stratagemma. Il presunto malvivente avrebbe aspettato il rientro delle anziane davanti al condominio e, mostrando le fotografie appena rubate dalle abitazioni, si sarebbe qualificato come carabiniere. Alle vittime avrebbe raccontato che alcuni ladri erano appena entrati in casa ma che erano già stati arrestati dalle forze dell’ordine. A quel punto avrebbe spiegato che sarebbe stato necessario effettuare un sopralluogo prima della restituzione della refurtiva. Spaventate e convinte di trovarsi davvero davanti a un militare, le anziane avrebbero quindi aperto nuovamente le porte degli appartamenti permettendo all’uomo di rientrare nelle case. Gli investigatori stanno cercando di capire se questa tecnica servisse per recuperare eventuali oggetti di valore sfuggiti durante il primo furto oppure per consentire a possibili complici di allontanarsi indisturbati.
“Nessuno scrupolo davanti a una persona inferma”
Particolarmente grave uno degli episodi segnalati dai familiari delle vittime. Secondo quanto raccontato, in una delle abitazioni il ladro si sarebbe trovato davanti una persona inferma e incapace di intendere, proseguendo comunque la razzia senza alcuno scrupolo. "Il ladro non si è fatto alcun problema neppure quando all’interno di una delle abitazioni si è trovato davanti una persona incapace di intendere", racconta il figlio di una delle vittime. L’uomo ha inoltre spiegato che nelle case colpite non sarebbero stati trovati segni di effrazione, elemento che rafforza il sospetto dell’utilizzo del decoder Topolino.
L’allarme tra i residenti di Verona
La vicenda ha creato forte preoccupazione tra i residenti della zona, soprattutto tra gli anziani che ora temono nuove incursioni. A spaventare è soprattutto la facilità con cui i malviventi sarebbero riusciti ad aprire porte considerate sicure e la capacità di mettere in scena una truffa estremamente credibile fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine. Le indagini della polizia proseguono attraverso l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e delle testimonianze raccolte nel quartiere. Gli investigatori stanno cercando di identificare il responsabile e verificare l’eventuale presenza di complici. Nel frattempo cresce l’attenzione attorno al cosiddetto “Topolino”, il dispositivo già comparso in altri episodi di furti in abitazione segnalati in diverse città italiane.
Che cos’è il “decoder Topolino”
Il cosiddetto “Topolino Decoder”, conosciuto anche come “chiave Topolino”, è uno strumento meccanico nato inizialmente per fabbri e tecnici specializzati nell’apertura delle serrature. Il nome deriva dalla particolare forma dell’impugnatura, che ricorda le orecchie del celebre personaggio Disney. Negli ultimi anni però il dispositivo è finito sempre più spesso nelle mani dei ladri d’appartamento perché permette di aprire alcune serrature a cilindro europeo in pochi secondi e senza lasciare segni evidenti di scasso. Il funzionamento si basa su un sistema di lamelle metalliche che riescono a replicare la posizione dei perni interni della serratura, creando una sorta di copia temporanea della chiave originale. In questo modo il cilindro può essere aperto quasi come se venisse utilizzata la vera chiave della porta. Secondo gli esperti, il decoder non funziona su tutte le serrature ma soprattutto sui cilindri europei meno recenti o privi di sistemi di protezione avanzati.
Come difendersi
Gli specialisti della sicurezza consigliano innanzitutto di sostituire i cilindri più vecchi con modelli certificati di alta sicurezza, dotati di sistemi anti-picking e anti-manipolazione. Un’altra protezione molto utilizzata è il defender magnetico, una sorta di scudo che copre l’ingresso della serratura impedendo l’inserimento di strumenti come il decoder Topolino.
Tra le misure considerate più efficaci ci sono anche gli impianti d’allarme collegati a sensori e telecamere di videosorveglianza, che possono scoraggiare i malviventi o far scattare immediatamente l’allerta in caso di tentativo di intrus