Tra le vicende che di recente hanno attirato maggiormente l’attenzione del grande pubblico, specie per il fatto che sullo sfondo del contenzioso legale e del destino dei tre bimbi ci sia uno scontro tra due contrapposti e inconciliabili modi di vivere e di pensare, c’è senza dubbio quella della “famiglia nel bosco”.
Una storia che ha calamitato l’interesse dei media tradizionali, dei social network e in generale delle persone comuni, le quali hanno provato a immedesimarsi in Catherine Birmingham, 45enne australiana ex istruttrice di equitazione, e Nathan Trevallion, 51enne inglese, chef e artigiano, ovvero la madre e il padre dei tre bambini, due gemelli di 6 anni e una figlia di 8, vissuti per anni in un rudere isolato di Palmoli senza comodità e a contatto con la natura.
Non sorprende pertanto il fatto che ad aver palesato il proprio interesse siano stati anche i colossi dello streaming, sempre alla costante ricerca di storie da vendere al proprio pubblico per incrementare il numero degli abbonati e massimizzare gli introiti. Meglio ancora se si tratta di vicende che in un modo o nell’altro sono già note grazie alla cronaca o alla fama conquistata nelle sale dei cinema, e proprio per questo motivo possono fungere da veri e propri catalizzatori dell’attenzione e dell’interesse del grande pubblico.
Tra le piattaforme più note c’è senza dubbio Netflix, che non solo avrebbe manifestato da tempo la propria volontà di investire sulla storia della “famiglia nel bosco”, ma si troverebbe addirittura, almeno secondo quanto anticipato da La Stampa, in una fase avanzata delle trattative per avere l’esclusiva sulla realizzazione di un lungometraggio: a quanto pare, i legali che tutelano gli interessi di Catherine e Nathan avrebbero dato il nulla osta, così come anche i responsabili della struttura protetta che ancora oggi ospita i tre figli della coppia.
Non ci sono ancora conferme ufficiali circa la trama, ma le anticipazioni riferiscono della volontà di ripercorrere tutte le tappe che hanno portato non solo alle note vicende legali inerenti l’affidamento dei tre bimbi ma a uno scontro tra due mondi distanti, uno più libero e scevro dai vincoli e dai cliché della “società moderna” e uno che fatica a uscire da quei binari. Proprio questo macroconfronto sarebbe, nelle intenzioni di Netflix, l’aspetto da far emergere tra le pieghe di una vicenda che ad oggi, almeno dal punto di vista legale, non si è ancora conclusa.
La trasposizione cinematografica, per quanto il dibattito sull’opportunità stia già infuocando il web, non sarebbe in sé una novità assoluta, almeno per quanto concerne l’esposizione mediatica delle vicende della famiglia: a maggio, infatti, è attesa l’uscita del libro di Catherine, intitolato “La nostra vita libera”.