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Affari d'oro

Piano Casa, il governo dichiara guerra ai furbetti dell’affitto

Oggi, per avere un’esecuzione di sfratto, servono almeno 6-12 mesi. Con le nuove norme basteranno 60 giorni. Ma molto dipenderà dai Tribunali

Piano Casa, il governo dichiara guerra ai furbetti dell’affitto
Foto di Jakub Zerdzicki da Pexels.com

In Italia vengono eseguiti, in media, 106 sfratti ogni giorno lavorativo, utilizzando la forza pubblica. Ma le richieste dei proprietari sono quasi quattro volte più alte. Nel 2024 i tribunali hanno emesso 40.158 sentenze di sfratto, in aumento del 2% rispetto al 2023 (quando erano state 39.373). Le richieste di esecuzione presentate dagli ufficiali giudiziari sono state 81.054, in crescita del 9,82% rispetto all'anno precedente. Quindi, a fronte di oltre 81mila richieste di esecuzione, per la lentezza delle procedure ne vengono portate a termine meno di una su quattro.

A rendere pesante il problema degli sfratti sono i tempi, che vanno da un minimo di 10 mesi fino alla bellezza dei 3 anni. Nello scenario migliore l’ipotesi è che tutto fili via liscio: in caso di nessuna opposizione e tribunale efficiente, servono 2-4 mesi per la convalida; e fino ad altri 6 mesi per la data di esecuzione. Totale: 6-8 mesi. Ma è più realistico lo scenario mediano; tribunale normale, nessuna opposizione ma qualche ritardo. In questo caso servono 4-6 mesi per la convalida; sei mesi per l’esecuzione; altrettanti per una proroga richiesta dall'inquilino. Totale: 16-18 mesi. Se poi si trova un inquilino che si oppone e un tribunale lento, si entra nel giudizio ordinario e si superano tranquillamente i due anni; che possono diventare anche tre con le proroghe per le categorie protette.

Ecco perché il capitolo del Piano Casa che il governo ha dedicato agli sfratti è stato accolto dai locatori come una liberazione. Con il nuovo istituto della “ingiunzione di rilascio per finita locazione” previsto dal ddl collegato al Piano Casa, l'obiettivo dichiarato è comprimere l'intera fase iniziale a 15 giorni per il decreto del giudice, con rilascio fissato tra 30 e 60 giorni dalla scadenza del contratto: un'accelerazione teorica molto significativa rispetto ai tempi attualmente necessari per convalida ed esecuzione. Inoltre, su richiesta del proprietario, l'inquilino che non lascia l'immobile nei tempi stabiliti è tenuto a pagare una somma pari all'1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo.

Certo, il punto debole della riforma è che i tribunali restano gli stessi di prima, e che quindi i tempi certi delle nuove norme dovranno fare i conti con l’efficienza dei magistrati, che resta invariata. Ma meglio di così era difficile agire, nell’interesse dei proprietari e degli inquilini onesti che cercano casa. Si pensi che degli sfratti emessi nel 2024 la morosità pesa per circa il 75%, la finita locazione per circa il 20%, il resto (solo il 5%) è per esigenze generiche del proprietario. Il che avvalora l’ipotesi che molte case restino oggi sfitte perché le norme vigenti scoraggiano i proprietari a mettere alloggi sul mercato in affitto. Non a caso secondo l'elaborazione di Confedilizia sugli archivi catastali, le unità abitative non utilizzate sono cresciute del 126% rispetto al 2011. Piuttosto che rischiare un inquilino che non mi paga e non se va, lascio la casa vuota.

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