“Le associazioni amici della Russia nel mirino della Digos. La questura di Milano intensifica controlli e attività di intelligence: sospetti su raccolta di dati sui cittadini italiani e finanziamenti a campagne social per diffondere false notizie sulla guerra in Ucraina”. Questi sono titolo e sommario di un sedicente articolo de Il Giornale, che sarebbe firmato da Fausto Biloslavo, pubblicato a pagina 2 martedì 23 giugno. Ma questo quotidiano non ha mai pubblicato un simile articolo: è un fake che in queste ore gira sui social e che ha tratto in inganno molte persone che, convinte della veridicità della notizia vidimata sotto testata nazionale, ci sono cascate.
Certo la grafica lascia molto a desiderare, un occhio un po’ attento si rende facilmente conto che si tratta di una composizione artefatta, anche piuttosto male. Ma sui social non si perde troppo tempo a osservare, i post scorrono, le immagini anche, e quando ci si imbatte su un articolo che sembra proprio quello di una testata nazionale, allora si è portati a non dubitare, a credere che sia vero, senza porsi troppe domande. L’immagine utilizzata è stata creata con l’intelligenza artificiale, il resto no. Oltre al titolo del pezzo principale, gli autori hanno inserito anche una sedicente intervista al ministro Matteo Piantedosi e finanche un’intervista ad Alessandro Orsini. In un box compaiono anche diverse associazioni che risultano essere esistenti.
L’intera pagina, così come le notizie presenti, sono state inventate. Quel che stupisce è che questa finta pagina del Giornale sia riuscita a diventare virale, rimbalzando da profilo a profilo, soprattutto Facebook, e ricevendo di volta in volta numerosi like e commenti. La disinformazione passa purtroppo anche da qui e va dato al profilo ForzaUcraina.it di aver riconosciuto l’errore e di essersi scusato con gli utenti per averla condivisa. Hanno spiegato di essere stati tratti in inganno dal fatto che “il materiale era stato ripreso da fonti che in passato avevamo ritenuto affidabili”. Da altre parti, anche in profili privati, la pagina continua a essere visibile.
Resta da capire chi abbia avuto interesse a diffondere un simile falso, a fare disinformazione, e quale fosse il suo obiettivo: bisogna andare oltre le apparenze per intercettare la vera strategia dietro una falsa pagina di giornale di questo tenore, che fa passare il messaggio che lo Stato italiano stia colpendo le associazioni che sostengono la Russia.