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Attualità

È ufficiale: Report aveva preso un bidone, Lavitola story e Ranucci: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: la confessione del faccendiere, i politici “rovinati” da Report e Assad

Ranucci a Report

- Ho visto il video di Gianni Cangiano, deputato FdI, che nei mesi scorsi era stato accostato col suo faccione in prima serata all’attentato a Ranucci. Lui giustamente dice (sintetizzo): “Sigfrido lamenta il dolore dei suoi figli che sono costretti a vederlo nel fango, ma pensi ai miei figli che hanno dovuto vedere il mio volto in tv vicino a quello di boss e camorristi”. Una lezione a tutto tondo che dovrebbe far arrossire di vergogna il conduttore di Report.

- Sono andato a vedermi questa benedetta puntata (era aprile) in cui Cangiano veniva nominato da Report, per capire di cosa si trattasse (confesso: non guardo la trasmissione di Rai3 nemmeno sotto tortura perché la modalità con cui vengono costruite le “inchieste”, con tante suggestioni e pochi dati, mi fa rabbrividire). Dicevo: me la sono sciroccata tutta. In sostanza Report partiva da una strana operazione per l’acquisizione del cantiere navale Vittoria e legava il tutto all’attentato a Ranucci, ficcandoci dentro una lettera anonima (anonima!) in cui si diceva che il mandante della bomba fosse un deputato campano che avrebbe utilizzato manovalanza camorristica. Conferme? Nessuna. Pezze di appoggio? Nada. Visto che oggi conosciamo, dopo l’arresto di Lavitola, tutta un’altra storia (ha confessato di essere lui il mandante), rivedersi la puntata fa davvero rabbrividire. Rabbrividire. Perché questi hanno preso per buona una segnalazione, hanno unito qualche “suggestione” e “coincidenza” di date (le chiamano proprio così eh), hanno spiattellato volti che ci azzeccano quel che ci azzeccano, mescolato il tutto in un calderone e costruito la puntata, quando in realtà - dicono i pm - per scoprire chi fosse il mandante dell’attentato bastava chiamare l’amico del conduttore. Questo la dice lunga: A) sulla qualità delle inchieste di Report, che aveva tra le mani un clamoroso bidone e non se n’è accorta; B) su come certe indagini giornalistiche della trasmissione di punta del servizio pubblico, anziché attenersi solo ai fatti, in realtà rilancino anche “coincidenze” che, montate nel servizio, sembrano tornare puntualmente ma che - alla prova dei fatti - si rivelano essere delle suggestioni infondate.

- Scusate: a Report avevano in mano una lettera anonima con dentro una polpetta avvelenatissima e non se ne sono accorti, anzi l’hanno pure mandata in onda. E questi sarebbero la crème de la crème del giornalismo investigativo italiano?

- Chi risarcisce ora Gianni Cangiano per quelle associazioni? Chi risarcisce le aziende, i soggetti coinvolti, per gli accostamenti che non avevano motivo di esistere? Non sarà forse il caso di cancellare la puntata da RaiPlay?

- Ah, scusate: io l’ho guardata tutta, l’inchiesta, e non ci ho capito nulla. NULLA. È solo un gran minestrone che unisce puntini distanti tra loro e lascia in mano all’ascoltatore l’arduo compito di formulare risposte concrete e dare giudizi. Un modo di fare pericolosissimo.

- Ogni volta che sento la gente dire “è importante esserci col proprio corpo” mi viene voglia di mandare tutti a quel famoso Paese.

- Per capire perché Ranucci oggi non può lamentarsi del trattamento che stanno riservando a lui, basta guardarsi il video di Flavio Tosi che applica il metodo Report a questa storia. Fossi in Sigfrido, sinceramente, mi riguarderei tutte le puntate che ha prodotto per capire - mettendosi una mano sulla coscienza - se anche la sua squadra, almeno una volta, dico una sola, abbia cavalcato suggestioni e unito puntini in modo un tantino forzato, dando magari spazio a “segnalazioni” o testimoni non proprio credibilissimi.

- Un ex terrorista jihadista spodesta Bashar al-Assad e poi la nuova Siria lo condanna per crimini contro l’umanità. Il che è probabilmente vero, però da che pulpito…

- Comunque, a questo punto ho un sogno nel cassetto. Ovvero che la storia di Lavitola, Gomes e Ranucci non finisca qui. Se fossi uno sceneggiatore, adesso scriverei la seguente sceneggiatura: i pm non credono alla confessione di Lavitola e boooom, colpo di scena, magari esce fuori altro. Prepariamo i popcorn? (Si scherza, eh: lo dico perché ho il sentore che a volte qualcuno, che magari da altre redazioni capita su questa rubrica senza conoscerne la storia, non colga l’ironia).

- A domani.

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