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Fiori bianchi e tanti vip per Valentino

Presente tutto il gotha di moda e spettacolo dalla Wintour all’attrice Anne Hathaway

Fiori bianchi e tanti vip per Valentino
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L’ultimo applauso per Valentino è come tutti quelli che hanno costellato la sua carriera: scrosciante e al tempo stesso educato, profondamente sentito dalla prima all’ultima fila. Ci sono tutti i vip possibili e immaginabili ma anche le persone che hanno lavorato per lui come Michael, il maggiordomo inglese che da una vita si occupava delle case e dei ricevimenti dell’ultimo imperatore: un vero fenomeno. Resiste impeccabile fino alla fine della messa, poi all’uscita si avvicina al furgone, sistema uno dei fiori bianchi sopra alla bara e scoppia in un pianto disperato. Lo consola Mita, personal assistent del maestro dal 1991 e con loro ricordiamo i vasetti di marmellata di cotogne che il maestro faceva confezionare in eleganti cestini di vimini per gli ospiti delle sue colazioni al castello di Videville. La prima ad arrivare nella meravigliosa basilica romana è Liz Hurley seguita a ruota da Anna Hathaway.
Nessuna delle due dice una parola mentre Brunello Cucinelli dichiara che Valentino era con Armani e Versace uno dei padri fondatori della moda italiana. Donatella che l’altro ieri si è presentata alla camera ardente vestita di rosso in omaggio al colore-feticcio del couturier, stavolta è rigorosamente in nero e parla solo fuori dalla chiesa. Dice che Valentino era un genio, una persona generosa e divertente ma in più è stato il primo ad accorrere da lei quando è morto suo fratello Gianni. Anche Pierpaolo Piccioli parla dopo la messa di quanto fosse simpatico e divertente Valentino quando si scandalizzava per le sue sneaker e gli diceva esterrefatto: «Come hai potuto fare un terzo figlio che nasce a Roma proprio mentre stiamo per sfilare a Parigi?». Ovviamente Pierpaolo tornò in tempo per assistere alla nascita di Stella che in prima elementare scrisse sul tema: «Mio papà quando lavora si chiama Valentino». Piccioli è entrato in azienda come assistente per poi diventare prima responsabile degli accessori e poi direttore creativo per otto anni in tandem con Maria Grazia Chiuri e infine da solo per altri otto anni. A lei che arriva al braccio del marito Paolo Regini chiediamo cosa ha imparato dal Maestro e la prima donna alla guida di Dior (dal 2016 al 2025) oggi direttrice creativa di Fendi serafica risponde che farebbe prima a dire cosa non è riuscita a imparare dopo 17 annidi lavoro con e per Valentino. Alessandro Michele che oggi siede sulla poltrona lasciata dall'ultimo imperatore nel 2007 continua a dirsi sotto l'incanto di quel che vede nell'archivio del maestro ed educatamente si sottrae alle domande seguendo il corteo funebre all'uscita sulle note di Oh mio babbino Caro, l'aria preferita dal Gianni Schicchi di Puccini. Matteo Marzotto ricorda di aver lavorato 7 anni in azienda «entusiasmanti – sostiene – ma lunghi come quelli dei cani: ogni anno valeva per sette». Arriva anche Tom Ford che a Roma sta girando un film tratto da Cry to Heaven, il bellissimo romanzo di Ann Rice sulle voci bianche ambientato in epoca barocca, parla di quanto si è divertito con Valentino a balli e feste fantasmagoriche come i 4 giorni di ricevimenti ed eventi organizzati nel 2007 a Roma per l'addio alle passerelle dell'uomo che Roberto D'Agostino chiama «Il sarto Cesareo». Tra i più commossi c’è senza dubbio Carlos Souza, l’ex modello brasiliano che per anni si è poi occupato delle celebrity per il brand.
Sua moglie Charlene e i suoi due figli sono nel ristretto gruppo di persone che accompagnano il feretro all'altare. Gli altri sono Giancarlo Giammetti, grandioso custode dello stile di vita e pensiero del couturier oltre che Deus ex machina di queste bellissime celebrazioni. Accanto a lui Bruce Hoecksema per 43 anni compagno del designer, gli amatissimi gemelli del nipote Pietro Villani figlio della sorella Wanda, l’amica giornalista spagnola Nati Abascal e Daniela Giardina storica direttrice della comunicazione del brand.

L ’ultima del gruppo è l'artista portoghese Joana Vasconcelos, autrice di Venus, la splendida mostra organizzata dalla fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Le diciamo che è un vero peccato che il maestro non abbia fatto in tempo a vederla e lei risponde «Spero che la veda dal cielo e torni a illuminarci la via».

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