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Attualità

Il mondo è in guerra e milioni di persone discutono ancora sul sosia di Jim Carrey

Se non ci fossero i social, bisognerebbe inventarli, ma visto che ci sono sarebbe fantastico disinventarli

Il mondo è in guerra e milioni di persone discutono ancora sul sosia di Jim Carrey

Ah, i social! Se non ci fossero bisognerebbe inventarli, siccome ci sono sarebbe fantastico disinventarli, però che meraviglia. Tipo: il 26 febbraio, a Parigi, Jim Carrey sale sul palco dei César per ricevere un premio alla carriera, ringrazia il pubblico, pronuncia qualche frase in francese, sorride, saluta, e sotto i video cominciano a arrivare i primi commenti: “Quello non è Jim Carrey”. Due giorni dopo, il 28 febbraio, partono attacchi contro obiettivi in Iran, esplosioni, analisti che parlano di escalation regionale, di petrolio, di rotte energetiche, di equilibrio strategico, ma si continuano a analizzare le fotografie dei César: “Guardate bene gli occhi”. Non degli ayatollah, che ce frega, di Jim. “Ha le lenti a contatto e si è riempito di botox”.

Nel frattempo si discute dello Stretto di Hormuz, petroliere ferme, esportazioni rallentate, mercati nervosi, il greggio che sale (sì lo so, detta così sembra una canzone di Jovanotti, quella che faceva “Le reti, i cancelli, le zone rosse/ migliaia di croci, milioni di fosse/ la NATO, la FAO, le Nazioni Unite/ seimiliarditrecentomilioni di vite”) e su Instagram e TikTok e Reddit e via socializzando la discussione procede con maggiore analisi: “Non è lui”. “Si vede dalla mascella”. “Il naso è diverso”. “Guardate i denti!”. L’indomani ancora missili, conferenze stampa, vertici diplomatici, dichiarazioni sulla deterrenza, sulle sanzioni, sulle possibili reazioni a catena, e intanto qualcuno porta nuove prove: “È un sosia”. “Il vero Jim Carrey non si farebbe vedere così”. “È stato sostituito”. “È un attore con una maschera”. “È un clone”. Intanto i telegiornali parlano di guerra, di petrolio, di sicurezza energetica, di stabilità internazionale e giustamente nei video virali il dibattito continua: “Guardate la linea della bocca”. “Guardate le orecchie”. “La fronte è diversa”. “Le sopracciglia non coincidono”. “Quello non è Jim Carrey”. Nel frattempo i governi discutono di forniture energetiche, di sanzioni, di deterrenza militare, di alleanze regionali, Putin che condanna l’assassinio di Khamenei perché contro il diritto internazionale, e forse qualcuno ha già deciso: “Il vero Jim Carrey è sparito”. “Questo è un sosia”. “O peggio”. Intanto Jim Carrey continua a essere Jim Carrey. Forse. Almeno così sostengono alcune fonti del Mossad, anche se a questo punto, restando nella viralità dei feed, ti viene anche il dubbio che Khamenei e Jim Carrey siano la stessa persona.

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