Non possono accedere ai social ma hanno il permesso di giocare ai videogames. In estate un po' più del solito. I ragazzini, tra giugno e settembre, passano molto più tempo on line. E c'è una «solitudine digitale» che, non solo è malsana di per sé, ma espone ad altri pericoli. Anche quello dell'adescamento da parte di pedofili.
Tra le piattaforme di videogiochi maggiormente frequentate dai minori c'è Roblox, che a livello globale supera i 100 milioni di utenti attivi giornalieri e che in Italia registra oltre un milione di giocatori. Il 70% dei minori che l'ha frequentata dichiara di essere stato vittima di un tentato adescamento da parte di adulti.
Stiamo parlando di 700mila adolescenti o pre adolescenti che potenzialmente potrebbero finire nella rete dei pedofili. A denunciare il dato, da brividi, è l'indagine svolta dall'associazione Meter, che nel 2025 ha presentato al Parlamento un report sulla pedopornografia e pedofilia secondo sui il mondo digitale rappresenta un amplificatore del rischio enorme. «Assistiamo ogni
anno a una crescita della presenza dei minori sulle piattaforme digitali - spiega don Fortunato Di Noto, presidente di Meter - Quando vengono meno importanti presìdi educativi, relazionali e sociali, il rischio è che molti ragazzi trascorrano sempre più ore online senza un adeguato accompagnamento da parte degli adulti. È proprio in questi contesti che possono svilupparsi situazioni di vulnerabilità». «Roblox - aggiunge Don Noto - è oggi uno degli ambienti digitali più frequentati dai più piccoli e proprio per questo richiede maggiore attenzione da parte delle famiglie, delle istituzioni e delle stesse piattaforme. Non possiamo ignorare ciò che i minori ci stanno raccontando». Eppure i dati dicono anche che molti genitori non controllano: non applicano i filtri per evitare le chat con gli estranei, non selezionano i giocatori con cui i propri figli si possono sfidare: e un conto è se sono amici di scuola, un altro discorso è se sono adulti sconosciuti di 30 anni o più. Che cominciano a chiedere foto e contatti personali.
Su web circola di tutto: nel corso dell'anno, le
attività di monitoraggio dell'associazione anti pedofili hanno portato alla segnalazione di 785.072 immagini e 1,7 milioni di video contenenti abusi reali su minori. A questi si aggiunge il fenomeno emergente dei deepnude, con 8.213 minori vittime: la loro immagine è stata manipolata mediante l'intelligenza artificiale per creare contenuti sessualmente espliciti inesistenti, configurando una profonda violazione della loro dignità e identità.
Venendo meno la quotidianità scolastica, i ragazzini aumentano il tempo libero, la permanenza online e le occasioni di contatto con sconosciuti negli ambienti digitali. Per questo don Noto ha pensato a un vademecum per le famiglie.
La guida si chiama «E-state responsabili»: 10 consigli per proteggere i minori nel mondo digitale. Il più importante è «non lasciare soli i bambini in rete». E creare delle valide alternative all'eccesso di ore sui videogames.