La sua morte era stata resa nota sulla sua stessa pagina Facebook; nelle ultime ore è stata svelata anche la sua identità. Il vero nome del leggendario quanto misterioso Comandante Alfa, co-fondatore del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri (GIS), scomparso domenica 19 luglio all’età di 75 anni, era Antonio Marzullo. Il carabiniere di Castelvetrano aveva preso parte a diverse operazioni storiche contro il terrorismo e la criminalità organizzata.
A far luce sull’identità (rimasta sempre segreta) del leggendario Comandante Alfa è stato il Nuovo Sindacato Carabinieri, che in una nota ha scritto: “Il Nuovo Sindacato Carabinieri si stringe con profonda commozione e sentimento di sincero cordoglio attorno alla famiglia del Luogotenente Antonino Marzullo, per tutti noi e per l’Italia intera il leggendario ‘Comandante Alfa’”.
Oltre a essere stato co-fondatore del Gruppo Intervento Speciale (GIS), il Comandante Alfa era stato per decenni anche “un baluardo di coraggio, abnegazione e altissimo senso dello Stato, partecipando a tappe storiche della nostra istituzione, a partire dal celebre blitz di Trani del 1980”, si legge ancora nel comunicato ufficiale. Quello che lo ha reso davvero straordinario è stata anche “la sua profonda umanità, unita a un attaccamento viscerale ai valori di solidarietà, lealtà e cameratismo”.
Nato a Castelvetrano (provincia di Trapani) il 28 febbraio 1951, Marzullo creò Gruppo di Intervento Speciale nel 1978 come squadra speciale dei Carabinieri per contrastare il terrorismo e per portare a termine diverse operazioni rischiose. Il Comandante Alfa prese parte anche alla prima operazione del GIS resa pubblica, per sedare una rivolta nel carcere di Trani il 29 dicembre 1980; partecipò inoltre alla liberazione di alcune vittime di rapimenti famosi e a diverse missioni militari internazionali.
Ha preso infatti parte a diverse operazioni delicate, come la cattura degli esattori di Cesare Casella, la liberazione di Patrizia Tacchella e la protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo. Negli ultimi anni, Alfa è stato istruttore al Gis e, poi, all’Ucis, Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale. La sua carriera nell’Arma è terminata nel mese di febbraio del 2016. Il Comandante Alfa ha poi proseguito i percorsi da istruttore, divulgatore e scrittore. Era uno dei Carabinieri più decorati d’Italia e, dopo circa un anno e mezzo di battaglia con una malattia, è deceduto.
Giovanni Lentini, sindaco di Castelvetrano, ha espresso pubblicamente il suo cordoglio ricordando che, “pur vivendo lontano da Castelvetrano”, il Comandante Alfa “non ha mai dimenticato la sua città, rimanendo vicino alla comunità anche con gesti concreti di solidarietà, come il
sostegno al nostro ospedale, e promuovendo costantemente i valori della legalità”. Ed è per questo motivo che il suo comune natale “saluta un suo figlio che ha onorato la divisa e servito il Paese con dedizione fino all’ultimo”.
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