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Traffico e pedaggi, come funziona il sistema automatico “Free Flow” e dove è già disponibile

In continua espansione, quello senza caselli sembra il futuro del pedaggio, ma restano ancora dei problemi da risolvere

Traffico e pedaggi, come funziona il sistema automatico “Free Flow” e dove è già disponibile
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Il futuro del pedaggio in Italia sembra dirigersi inevitabilmente verso l’espansione sul territorio nazionale del “Free Flow”, vale a dire quel sistema che non dovrebbe più prevedere l’impiego di caselli o barriere lungo i tratti stradali per i quali è previsto il pagamento: tutto automatico, dunque, e in apparenza un vantaggio senza punti deboli, eppure rimangono ancora delle criticità da risolvere.

Come si evince dal nome stesso, che in inglese si traduce per l’appunto con “flusso libero”, è un sistema di esazione che elimina totalmente i caselli fisici in entrata e uscita, consentendo un rapido transito agli automobilisti, i quali possono pagare la quota prevista senza dover effettuare alcuna sosta né affrontare rallentamenti e code come accade col metodo tradizionale. Per il momento nel nostro Paese il Free Flow è presente soprattutto al Nord, ma l’obiettivo è quello di diffonderlo nei punti più critici del traffico, quelli, per intenderci, da bollino rosso durante esodi e contro-esodi.

Pioniera, dal momento che parliamo di un’attivazione che risale già al 2015, è l’Autostrada Pedemontana Lombarda, che comprende la tratta A36 (Cassano Magnago-Lomazzo), la Tangenziale di Varese (A60) e la Tangenziale di Como (A59). C’è poi l’Autostrada Asti-Cuneo (A33): dal 1° settembre 2024, il sistema è attivo sulla tratta Asti-Castagnito. Più recente, dal 12 febbraio 2026, l’introduzione di portali Free Flow sul raccordo Autostradale A21 "Ospitaletto – Montichiari" (Corda Molle).

Ma come funziona esattamente questo “flusso libero”? Il cuore del sistema è costituito da “portali intelligenti” installati sopra la carreggiata autostradale i quali, dotati di sensori e di videocamere ad alta definizione, operano in due modi. Qualora il veicolo sia dotato di un dispositivo di telepedaggio, come ad esempio TelePass o UnipolMove, il portale lo riconosce e addebita la quota prevista direttamente sul conto collegato.

Se il mezzo non ha installato alcun dispositivo, le telecamere del portale fotografano la targa e il sistema calcola la classe del veicolo e la tratta percorsa per l'addebito: in questo caso è l’automobilista che deve attivarsi per effettuare il pagamento. Per saldare il conto è possibile appoggiarsi al sito web della Concessionaria, effettuando le registrazione della targa oppure un versamento rapido occasionale tramite carta di credito o prepagata, utilizzare app mobile ufficiali (come APL Free Flow o FreeFlow A33) oppure pagare mediante sportelli Atm o punti fisici convenzionati, ad esempio i punti Mooney (tabaccherie, bar) o i Touch Point/Info Point dedicati della tratta. Il mancato pagamento entro 15 giorni comporta l'emissione di un sollecito, con l'aggiunta di costi di recupero credito e possibili sanzioni amministrative che vanno da 87 a 344 euro, a cui si può aggiungere la decurtazione di 2 punti dalla patente. Le criticità si registrano soprattutto in casi del genere.

Da un lato è indubbio che il sistema appaia perfetto per eliminare code interminabili ai caselli e rallentamenti, rendendo fluido lo scorrimento del traffico soprattutto nei momenti più critici dell’anno, ovvero durante ferie e ponti. Oltre al vantaggio per le concessionarie, che possono tagliare i costi previsti per i tradizionali caselli, c’è chi sottolinea anche la riduzione delle emissioni inquinanti, ma le criticità del Free Flow emergono soprattutto quando si parla di mezzi non dotati di dispositivi di telepedaggio.

Il pagamento non immediato può ingenerare delle problematiche, richiedendo maggiore attenzione da parte dell'automobilista rispetto ai caselli tradizionali. L'onere del pagamento si trasferisce sull'utente, che deve utilizzare siti web, app o punti fisici: tra dimenticanze e scarsa dimestichezza coi pagamenti digitali, non sono poco numerosi i casi di inadempienze, con tutto ciò che comporta il mancato saldo del conto.

A ciò si aggiunga il rischio evasione che può verificarsi qualora il veicolo abbia una targa falsa o scarsamente leggibile perché deteriorata o volontariamente alterata: una situazione che può rendere impossibile la riscossione del pedaggio.

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