Si sono conclusi nella Chiesa di Santa Prisca, sul colle Aventino, gli interventi di restauro che hanno permesso di restituire ai fedeli e ai visitatori l’accesso originario alla storica cripta sottostante. L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Roma e dai Padri agostiniani sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici, è stata sostenuta da Condotte 1880, presieduta da Valter Mainetti.
L’intervento ha interessato in particolare le due rampe di scale cinquecentesche che collegano direttamente l’aula liturgica alla cripta. Le scale erano state chiuse nel 1961 in seguito alla realizzazione di una pavimentazione marmorea che aveva interrotto il percorso originario di accesso ai sotterranei. Da allora l’unico ingresso era situato nel giardino della chiesa, una soluzione che non consentiva di cogliere pienamente il legame storico e spirituale tra l’altare e gli ambienti sottostanti.
I lavori hanno consentito di recuperare l’antico tracciato, restaurando le strutture esistenti, i gradini in travertino e i dipinti murali, oltre a riportare alla luce la storica fenestella confessionis, attraverso la quale i fedeli potevano osservare l’interno della cripta.
“Sostenere il recupero di un luogo come Santa Prisca significa contribuire alla tutela di una parte importante della storia di Roma e della sua tradizione religiosa”, ha dichiarato Valter Mainetti, presidente di Condotte 1880. “Restituire questo percorso alla comunità vuol dire permettere a fedeli, studiosi e visitatori di riscoprire un patrimonio che racconta secoli di fede, arte e memoria collettiva”.
Grazie al restauro è nuovamente possibile accedere alla cripta affrescata nel Seicento da Anastasio Fontebuoni, dove sono raffigurati episodi della vita di San Pietro e di Santa Prisca e dove si trova l’altare policromo che custodiva le reliquie della santa.
Il percorso conduce inoltre all’area archeologica sotterranea, che conserva testimonianze di straordinario valore storico. Tra queste, i resti della probabile domus ecclesiae di Santa Prisca, luogo di riunione delle prime comunità cristiane, e il Mitreo del III secolo d.C., con le raffigurazioni di Mitra e del dio Saturno realizzate attraverso una raffinata tecnica decorativa basata su frammenti di anfore rivestiti di stucco dorato.
L’area comprende anche i resti di una prestigiosa domus romana dotata di impianto termale, attribuita secondo alcune ipotesi a Lucio Licinio
Sura, influente consigliere dell’imperatore Traiano, o allo stesso imperatore."Un patrimonio unico che, grazie agli interventi appena conclusi, torna a essere pienamente accessibile e valorizzato", conclude Valter Mainetti.