Domani è un giorno caldo per le manifestazioni di piazza in Italia. Usb ha chiamato lo sciopero diverse settimane fa ma dopo il 17-18 ottobre e dopo il 24 ottobre, queste piazze hanno assunto un’importanza maggiore. Non per la composizione, che è la stessa annunciata ormai da tempo, ma per lo spirito con il quale scenderanno in piazza. Gli animi sono stati accesi, i giovanissimi sono stati aizzati dai “burattinai” che muovono le masse dalle retrovie. In più c’è il caso Youssef Siher, liberato ieri.
Sono previste decine di migliaia di persone in tante città del Paese per il “30 ottobre” ma il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ridimensiona l’allarme grave, sottolineando che c’è la massima attenzione da parte del governo ma che attualmente non ci sono particolari procedure che sono state attivate. “Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso, ma nulla diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora”, ha spiegato il ministro arrivando all’Auditorium per il 35esimo anniversario della Dia. “Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni quindi vediamo e ci lavoriamo”, ha aggiunto il ministro.
“Quando queste manifestazioni avvengono simultaneamente in vari Paesi, si estendono, sia pure con motivazioni apparentemente diverse, però le abbiamo viste in Francia nel modo più cruento, le abbiamo viste in Spagna, in Italia, in Grecia, allora il sospetto che dietro queste manifestazioni vi siano altre forme di organizzazione diverse da quelle spontaneistiche emerge”, ha sottolineato il ministro Carlo Nordio ospite del Salone della Giustizia. “Certo è che non si è mai visto, tranne forse nel lontano ’68″, ha aggiunto.
Le principali piazze che sono state chiamate dall’Usb, e che vedranno in piazza anche le sigle antagoniste, quelle islamiche e dei pro Pal, i collettivi studenteschi e i centri sociali,s sono quelle di Roma, in piazza dei Cinquecento (vicino Termini); Milano in piazza Duca d’Aosta (davanti alla Stazione Centrale), con possibile concentramento di centri sociali in Piazza Leonardo da Vinci; Torino in piazza Palazzo di Città; Bologna in piazza Maggiore; Firenze in piazza Bambine e Bambini di Beslan; Napoli in piazza Mancini; Genova al Varco Albertazzi. Ci sono poi le piazze secondarie come Bari, Cagliari, Palermo, Ancona, Trieste, Brescia, Rimini, Pisa, Perugia, Pescara e non solo.
Nel frattempo i social si attrezzano e TikTok anche in Italia ha lanciato un warning per i suoi utenti. “Nel tuo Paese c’è una situazione in rapida evoluzione. Fai attenzione ai post che pubblichi, segnala i contenuti potenzialmente in violazione e aiutaci a mantenere TikTok sicuro. Ricorda, non consentiamo contenuti che minacciano gli altri, incitano alla violenza o incoraggiano comportamenti criminali”, si legge nell’avviso che compare prima di pubblicare qualunque contenuto. Questo messaggio rappresenta un meccanismo di intervento rapido e di gestione delle crisi che TikTok attiva a livello sistemico quando rileva un evento critico, una situazione di forte tensione sociale o un’emergenza in un determinato Paese.
Si tratta di una misura di frizione progettata per intervenire sul comportamento dell’utente introducendo una barriera psicologica prima della pubblicazione, rallentando la diffusione impulsiva di contenuti potenzialmente rischiosi in momenti di particolare instabilità. TikTok utilizza questo sistema non solo per responsabilizzare formalmente l’utente attraverso una presa di coscienza preventiva, ma anche per tutelarsi sul piano legale e reputazionale, dimostrando alle autorità locali e internazionali di aver adottato misure proattive di mitigazione del rischio in contesti ad alta volatilità
