Escludono il maiale ma fanno una porcata, s’intende alimentare, Watson. L’ideologia fissa sostituisce il menù, che era variegato però non rispettava Allah.
La provincia di Pordenone, che non confina con Tunisi, ha eliminato il prosciutto crudo nelle mense scolastiche. Il salume è stato sostituito da pollo al curry e cous cous. L’inclusione esclude la ragione. Il politicamente folle stravolge l’alimentazione dei bambini, che adesso per mangiare un panino col San Daniele, specialità di queste parti, devono aspettare la cena, o la domenica. Per fortuna a Nordest ci sono ancora le campane e non i muezzin. Durante la settimana, al pomeriggio dipende dalla cucina i genitori devono mettere a lavare i vestiti dei figli intrisi dalle spezie (intrisi i vestiti e anche i figli). Alle elementari sono piccoli per bere. Qualche adulto invece, prima di inginocchiarsi sul tappeto in direzione della Mecca, forse ci ha dato dentro con lo Schioppettino, sebbene il profeta lo vieti quindi chissà.
Come si fa a proibire per accogliere? A Pordenone, dicono, il venti per cento degli alunni sono stranieri. Quindi in nome di Maometto l’altro ottanta dovrebbe adeguarsi? Non è integrazione, ma disintegrazione islamica, e stiamo facendo tutto da soli. Ci consegniamo a una radicalizzazione che si prende pure la tavola, dove non viene aggiunto un posto, bensì vengono cacciati i commensali infedeli. Pochi giorni fa abbiamo scritto di Piacenza, dove il Comune ha tolto da asili, elementari e medie coppa e lonza. Ragioni sanitarie e di sicurezza, ha fatto sapere l’amministrazione che ha deciso con l’azienda sanitaria la quale ha tirato in ballo le linee dell’organizzazione mondiale della sanità. Poi s’è alzato il polverone politico e quindi la coppa, di nuovo sicura, è tornata disponibile dalla terza elementare.
Fanno carne di porco delle nostre tradizioni. La dieta mediorientale sostituisce quella mediterranea. E quando sarà Natale, vedrete, qualche preside con la kefiah troppo stretta s’inventerà dell’altro: Jingle Bells lascerà il posto alle orazioni di Francesca Albanese, loro regina dei pro Pal, e altri al posto del Bambinello metteranno Greta Thunberg, che nella grotta meriterebbe un altro ruolo. A Capodanno via l’uva e avanti coi datteri. I cammelli anziché le renne. Babbo Natale diventerà un imam e aprirà un tribunale della sharia, come a Padova dove però non l’ha aperto Babbo Natale.
Torniamo in Friuli, dove volevano arrivare i maiali di Tito, celebrati con orgoglio da Ilaria Salis che manifesta sotto quei vessilli, e oggi entrano senza colpo ferire le milizie del kebab, trovando poche resistenze: nelle piccole Spilimbergo e Casarza della Delizia il maiale può essere servito ma solo su richieste delle famiglie, le quali devono compilare un modulo al momento ancora in italiano. Il prosciutto può addirittura essere aggiunto alla pizza, quest’ultima non ancora considerata un alimento da infedeli, almeno la margherita. Tra le scuole più integraliste invece figurano quelle di Sacile e San Vito al Tagliamento.
Una nostra fonte, che ci ha dato dentro col vino ma di solito regge bene, ci ha anticipato gli avvisi che presto potrebbero ricevere i genitori degli alunni: «Si informa che da domani il menù sarà interamente Allah, pardon halal. Nel rispetto di tutti abbiamo deciso di non rispettare né voi né i vostri figli»; «La mensa non è più un servizio, ma un progetto. Il figlio non mangia. Si converte»; «Il prosciutto è stato sospeso per questioni di sensibilità, del prosciutto»; «In caso di fame i vostri figli sono pregati di non mangiare il bidello».
Il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso (Fdi), non ci sta (ma non si riferisce agli avvisi): «Da parte del Comune non c’è stata alcuna direttiva. Offrire piatti alternativi per rispettare i diversi precetti religiosi è giusto», ha tenuto a sottolineare, «a patto che le tradizioni della nostra terra restino al loro posto. Apriremo un confronto con l’azienda sanitaria».
Nelle scuole di Pordenone si può ancora portare il frico, altra specialità friulana che però non prevede la carne. Per fortuna il frico non si declina al femminile. All’esercito di Allah si sarebbe unito quello delle femministe.
