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Gli hacker colpiscono le banche del sangue. Innalzata la sicurezza

Blitz hacker al centro del sangue e al Crédit Mutuel Arkéa. L’Acni italiana: “Blindiamoci, l’AI cambia le regole della guerra”

(SIMBOLICA) epa10690954 Blood bags are stored in a refrigerator of a private blood bank in Caracas, Venezuela, 13 June 2023 (issued 14 June 2023). Only one percent of people donate blood voluntarily in Venezuela, according to medical estimates. But in spite of this shortage of blood donations, gay men are restricted from donating blood in many medical facilities across the country even though they are not prohibited from being blood donors by law. World Blood Donor Day is observed every year on 14 June. EPA/MIGUEL GUTIERREZ

Dopo i frigoriferi dei supemercati, sotto attacco degli hacker ci sono quelli del sangue, utilizzati per la conservazione delle donazioni. L’allarme è scattato in Francia dove alcune celle frigorifere dell’Établissement français du sang (Efs), ente pubblico ufficiale responsabile della gestione delle sacche e della medicina trasfusionale in tutta la nazione, sono state colpite da un blocco informatico.

Il metodo è sempre lo stesso: sistema si sicurezza «bucato», termometri alterati. Se normalmente le sacche di plasma vengono conservate a -30 gradi, di colpo le temperature sono schizzate a 110 gradi. Appena si è verificato l’incidente, le apparecchiature sono state messe in sicurezza - senza alcun impatto sui prodotti e sui campioni - oppure disattivate. E tutto il materiale è stato messo al sicuro. «Non si registra alcuna perdita di prodotti ematici. I prodotti conservati nelle apparecchiature coinvolte sono stati trasferiti o messi in sicurezza» ha dichiarato la direzione dell’Efs. Una delle prime mosse è stata disattivare gli accessi da remoto alle apparecchiature interessate, che equivale a «chiudere la porta» agli attacchi esterni. Si può dire che il sistema di sicurezza abbia funzionato: lo staff è riuscito a riparare ai danni con tempi di reazione contenuti. Ma ora è urgente capire le modalità del blitz per evitare che accada ancora in altri istituti o, ancora peggio, negli ospedali.

O negli istituti bancari, come accaduto ieri in Francia al Crédit Mutuel Arkéa, dove sono stati polverizzati 100 milioni di euro per un cyberattacco. «Il denaro - spiegano i responsabili della banca - è stato convertito il criptovalute attraverso piattaforme specializzate. Ma gli hacker non sono passati per i conti dei clienti delle filiali».

Nelle community gli hacker di NoName057, che ieri hanno rivendicato il sabotaggio dei supermercati, hanno annunciato: «Questo è solo l’inizio» e pubblicano foto con le Poste Mobili francesi sullo sfondo.

Nessuno è immune, nemmeno in Italia. Per questo ieri l’agenzia per la cybersicurezza nazionale Acn lancia un nuovo - urgentissimo - invito: «Blindare subito i sistemi di controllo, monitoraggio e teleassistenza nei processi industriali e nella conservazione di prodotti e materiali sensibili». L’allerta è rivolta a soggetti pubblici e privati «che impiegano tecnologie per il mantenimento della catena del freddo, nonché sistemi di telecontrollo e supervisione industriale».

«Con l’AI stanno cambiando le regole del gioco - spiega Luca Nicoletti, caposervizio dei programmi industriali Acn - Mentre prima pensavamo di nasconderci, ora questi sistemi fanno scanning del web: chi non viene attaccato, viene registrato e l’AI consente di fare attacchi paralleli».

Molti tentativi di sabotaggio vengono (ancora) sventati: è il caso si Italgas. L’ad Paolo Gallo racconta che ogni giorno sono centinaia i tentativi di bucare i sistemi informatici. E poi ci sono le piccole e medie imprese, non obbligate a schermarsi con i programmi Nis 2 e vulnerabili in tutto e per tutto.

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