I democratici hanno ripreso il controllo del Congresso. Le elezioni di midterm del 2026 hanno consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato, secondo le proiezioni dei network americani, infliggendo una pesante sconfitta a Donald Trump. Ma a impressionare è soprattutto la geografia del voto. I democratici hanno conquistato seggi in Stati tradizionalmente repubblicani, dal Texas all’Iowa, passando per Ohio e South Carolina e Kansas.
Texas, Talarico riporta i democratici al Senato dopo 38 anni
La vittoria più simbolica arriva dal Texas, dove James Talarico, deputato statale democratico di 37 anni, ha sconfitto il procuratore generale repubblicano Ken Paxton, riportando il partito al Senato per la prima volta dal 1988. Paxton, figura potente e controversa della politica texana, aveva ottenuto il sostegno di Trump a scapito del senatore uscente John Cornyn. Una sconfitta pesantissima per il presidente, aggravata dalla vittoria della democratica Gina Hinojosa contro il governatore repubblicano Greg Abbott. Hinojosa sarà la prima governatrice latina dello Stato.
Iowa, Josh Turek conquista lo Stato che aveva premiato Trump
Anche l’Iowa cambia colore. Il democratico Josh Turek ha sconfitto la deputata repubblicana Ashley Hinson, diventando il primo senatore democratico eletto nello Stato dal 2008, quando Tom Harkin conquistò il suo ultimo mandato. Il risultato è particolarmente significativo perché appena due anni fa Donald Trump aveva vinto l’Iowa con 13 punti di vantaggio, conquistandolo per la terza volta. Una vittoria che conferma la portata dell’onda democratica anche nel Midwest.
Ohio, Sherrod Brown torna al Senato. Sconfitta anche per Ramaswamy
In Ohio il democratico Sherrod Brown ha sconfitto il repubblicano Jon Husted, secondo le proiezioni della Cnn, riconquistando un seggio al Senato. Ma la sconfitta per il Gop è doppia. Nella corsa per il governatorato, la democratica Amy Acton, medico ed ex direttrice della sanità pubblica, ha battuto l’imprenditore Vivek Ramaswamy, sostenuto da Trump. Acton sarà la prima donna alla guida dello Stato e la prima democratica a conquistare la carica dal 2006. Al centro della sua campagna, il costo della vita e le difficoltà economiche delle famiglie.
South Carolina, Annie Andrews interrompe 28 anni di dominio repubblicano
Un altro risultato clamoroso arriva dal South Carolina, dove la democratica Annie Andrews, pediatra di 45 anni, ha sconfitto la repubblicana Darline Graham. È la prima vittoria democratica in una corsa per il Senato nello Stato dal 1998. Andrews sarà anche la prima donna eletta alla Camera alta in rappresentanza del South Carolina. Graham, sorella del defunto senatore Lindsey Graham, aveva ottenuto il sostegno di Trump, ma non era riuscita a ricompattare il partito. Il risultato è ancora più sorprendente considerando che nel 2024 il presidente aveva vinto lo Stato con quasi 18 punti di vantaggio.
North Carolina, Roy Cooper strappa ai repubblicani il primo seggio della notte
La prima vittoria significativa dei democratici è arrivata dal North Carolina, dove l’ex governatore Roy Cooper ha conquistato un seggio al Senato fino a quel momento controllato dai repubblicani. Secondo le proiezioni di Cnn e Nbc, Cooper è riuscito a ribaltare gli equilibri in uno degli Stati più importanti per la conquista della Camera alta. La sua affermazione è stata il primo segnale concreto dell’onda blu che avrebbe poi travolto il Partito repubblicano. Prima delle elezioni, i democratici avevano bisogno di conquistare quattro seggi per ottenere la maggioranza al Senato: la vittoria di Cooper ha rappresentato il primo passo verso questo obiettivo, raggiunto poche ore dopo grazie ai successi negli altri Stati chiave.
Kansas, i democratici conquistano il Senato dopo 94 anni
Un risultato storico arriva anche dal Kansas, dove il democratico Adam Hamilton ha sconfitto il senatore repubblicano uscente Roger Marshall, interrompendo 94 anni di dominio repubblicano. Un’impresa in uno degli Stati tradizionalmente più conservatori degli Stati Uniti. Già durante lo scrutinio Hamilton aveva accumulato un vantaggio considerevole: con il 53% dei voti conteggiati, il democratico raccoglieva il 58,2% delle preferenze, contro il 39,4% del rivale. Una vittoria che rappresenta uno dei risultati più sorprendenti dell’onda blu e un duro colpo per il Partito repubblicano.
