L’Italia del 2026 è quella in cui un passante decide di segnalare 3 ragazzini tra i 13 e i 14 anni che vendono le limonate, caffè e pasticcini, per comprarsi un “Ciao”, il due ruote iconico italiano della Piaggio che ha scritto la storia di questo Paese tra gli anni 70 e 80. Un sogno italiano da raggiungere con il metodo americano, verrebbe da dire, perché probabilmente a questi tre adolescenti di Pradamano, in provincia di Udine, l’idea è venuta vedendo qualche film o qualche serie tv e a quel punto devono aver pensato: “Proviamoci”. Niente listino prezzi: un servizio a offerta libera, una bevanda fresca e qualche chiacchiera con chi avesse voluto fermarsi, anche solo per conoscere la loro storia.
Purtroppo, però, questi giovanissimi intraprendenti hanno capito presto che la provincia italiana non è gli Stati Uniti, soprattutto come mentalità, perché qualcuno, evidentemente infastidito da tre ragazzini che si svegliavano alle 5 del mattino e cercavano di guadagnare con qualche bicchiere e una caraffa di limonata, si è presentato nella vicina caserma della Polizia Locale per denunciare l’accaduto. E i solerti agenti si sono presentati dove era stato allestito il banchetto, a pochi passi dalla piazza, contestando la mancanza dei permessi per la somministrazione di bevande su suolo pubblico. Ed è così che si è infranto il sogno di questi ragazzi ancora sbarbati di raggiungere un obiettivo senza chiedere l’aiuto dei genitori. Volevano recuperare qualche centinaio di euro per acquistare il “motorino” usato, anche malconcio magari, per metterci mano e ripararlo e godersi quella prima conquista. Gli stessi agenti si sono detti dispiaciuti ma queste sono le regole e la segnalazione è stata fatta. “Non ho avuto paura quando ho visto arrivare i vigili ma sono stato molto dispiaciuto perché pensavo fosse una bella cosa e volevo andare avanti. Adesso speriamo nel meglio. Abbiamo raccolto 100 euro”, ha raccontato uno dei ragazzini a TeleFriuli.
Magari chi ha denunciato i ragazzini è lo stesso che si lamenta dei “giovani d’oggi” che sono “sempre col telefono in mano”. Chi lo sa. Il banchetto è stato chiuso, la delusione per questi giovanissimi appassionati di meccanica è stata sicuramente enorme, ma il loro sogno forse continuerà a esistere e sarà ancora più grande. Perché l’italia non è solo quella di chi li ha denunciati, è anche quella di chi, non appena la storia è diventata virale, si è informato su come fare per aiutarli, per donare anche solo un euro per contribuire al raggiungimento di quell’obiettivo e, soprattutto, continuare a fargli avere fiducia in questo mondo. C’è chi si è offerto di comprare interamente il mezzo per regalarglielo, chi vuole aprire una raccolta fondi La storia ha fatto il giro del web e ha mostrato il lato migliore dei social: questi tre amici sicuramente avranno presto il loro tanto agognato Ciao, magari con anche qualche soldino in più per acquistare i ricambi migliori. E magari ci sarà anche qualcuno che vorrà regalare a questi ragazzini il suo tempo per insegnare loro i segreti della meccanica. È vero, esistono regole precise per il bene della comunità, ma esiste anche il buon senso e la legge dovrebbe sempre essere applicata con proporzionalità e ragionevolezza: è la bellezza di una società democratica e civile, che dimostra la propria maturità proprio nella capacità di bilanciare il rispetto della legalità con il discernimento del contesto, evitando che la tutela della legge si trasformi in una percezione ingiustizia.
