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Viaggi all’estero, la vecchia carta d’identità non basta più. Ecco cosa fare se non hai quella elettronica

Da oggi il documento cartaceo non è più valido per l’espatrio, tuttavia esiste una soluzione temporanea che puoi adottare

Carta d'identità elettronica, ora i cybercriminali rubano il microchip. Ecco a cosa puntano

Il processo di digitalizzazione dei documenti compie un passo decisivo a partire dalla giornata di oggi, lunedì 3 agosto: scatta infatti l’obbligo della carta d’identità elettronica per varcare i confini nazionali, con la conseguente esclusione del formato cartaceo.

Ciò nonostante, per mitigare l’impatto di questa scadenza e agevolare la progressiva sostituzione dei vecchi modelli, il ministero dell’Interno ha previsto l’introduzione di una misura transitoria: restano ancora da definire le linee guida per i Comuni, con l’adozione di specifici moduli ufficiali, ma l’ostacolo più grande potrebbe essere il non riconoscimento dello stesso da parte di alcuni Stati esteri.

La vecchia carta d’identità

L’unica cosa certa è che la vecchia carta d’identità resta valida entro i confini nazionali e potrà ancora essere temporaneamente utilizzata per la stipula di atti e per la fruizione dei servizi essenziali della Pubblica amministrazione.

Il termine di scadenza in questo caso resta fissato al 31 gennaio 2027: entro tale data la vecchia carta d’identità potrà essere usata come documento di riconoscimento in determinati contesti, quali:

  • Pratiche burocratiche e adempimenti con la Pubblica Amministrazione;
  • Operazioni finanziarie presso banche, uffici postali e istituti di credito;
  • Rapporti con fornitori di servizi pubblici;
  • Procedure in ambito medico, previdenziale e assicurativo;
  • Ritiro di raccomandate, posta e notifiche di atti giudiziari;
  • Riscossione della pensione e altre prestazioni simili regolate dalla legge.

Un’eccezione particolare riguarda i contratti e gli atti notarili definiti entro il 3 agosto 2026: se i firmatari erano già stati identificati tramite il vecchio modello cartaceo, questo continuerà a essere considerato valido per quell’atto fino alla sua naturale scadenza.

La soluzione temporanea per l’espatrio

Se si vuole viaggiare aldilà dei confini nazionali, tuttavia, il vecchio documento cartaceo risulta inutilizzabile da oggi. Per salvare le vacanze di chi rischiava di rimanere a terra proprio ad agosto, in concomitanza col periodo più delicato delle ferie, è stato pertanto creato un “passaporto” temporaneo: la carta d’identità provvisoria. Si tratta di un modello cartaceo, viene rilasciato dai sindaci ed ha una validità limitata a 6 mesi non rinnovabili. Occhio ai requisiti: il Comune può concederla esclusivamente in casi di reale emergenza, per cui il cittadino deve dimostrare che la partenza sia così imminente da non concedergli il tempo di prenotare, stampare e ricevere la normale carta d’identità elettronica.

La direttiva del Viminale chiarisce che questa sorta di passaporto temporaneo abilita all’espatrio, e che uno dei motivi d’urgenza è rappresentato dal non possesso da parte del diretto interessato di altri documenti validi a ridosso di una partenza. Tuttavia, ed è bene ribadirlo, l’accettazione all’estero non è garantita: gli uffici comunali sono tenuti a informare il richiedente che alcuni Stati potrebbero rifiutare questo formato all’ingresso.

Questa misura temporanea resterà accessibile fino al 31 dicembre 2027 e fungerà da copertura esclusivamente fino alla consegna della CIE, momento in cui il modello cartaceo provvisorio andrà restituito. Dal punto di vista tecnico, il foglio presenterà sistemi anticontraffazione potenziati rispetto al passato, definiti tramite un decreto congiunto dei ministeri dell’Interno, dell’Economia e della PA: resta l’incognita sulla tenuta degli sportelli dell’anagrafe, che potrebbero subire in questo periodo forti pressioni a causa della concomitanza con le ferie estive.

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