La Kia Picanto compie ventuno anni sul mercato italiano e lo fa con la stessa filosofia con cui è nata: essere la citycar più sensata possibile, in un segmento dove il compromesso tra prezzo, spazio e qualità è tutto. Dal 2004 ad oggi ha attraversato tre generazioni e svariati aggiornamenti senza mai perdere il filo: piccola fuori, generosa dentro, ben costruita per la categoria e con una buona donazione tecnologica. Il restyling arrivato nel 2024 ha portato novità importanti - fari a LED di serie, cruscotto digitale e navigatore - confermando la garanzia di 7 anni o 150.000 km che da anni è uno degli argomenti più forti della gamma Kia. La versione GT Line che abbiamo provato presenta il tre cilindri 1.0 GDi da 68 CV con cambio automatico robotizzato - cerchi in lega da 16 pollici, appendici aerodinamiche specifiche e un carattere visivo più deciso rispetto alle versioni standard. Il prezzo supera i 18.000 euro, avvicinandosi al territorio delle utilitarie di segmento B - un dato che va tenuto presente nella valutazione complessiva.
Dimensioni e design
La Picanto misura 361 cm in lunghezza, 160 cm in larghezza e 149 cm in altezza, con un passo di 240 cm. È la cinque porte più corta attualmente in vendita - e questo, nelle strade strette delle città italiane, è un vantaggio non indifferente. Il peso si attesta intorno ai 1.000 kg, un dato contenuto che favorisce agilità e consumi. Il restyling ha aggiornato il design con i nuovi fari anteriori a forma di “T” con LED di serie - la novità stilistica più evidente - e una plancia completamente rivista. La GT Line aggiunge paraurti con inserti specifici, minigonne laterali, diffusore posteriore con finiture “sportive” e i cerchi in lega da 16 pollici con design dedicato. Il risultato è un’auto che ha più carattere delle versioni standard - il frontale è riconoscibile e moderno - senza esagerare con gli elementi estetici. Di lato la linea è pulita, con il profilo che si allarga verso la coda in modo equilibrato. Il gruppo luci posteriore verticale con luce LED centrale completa una coda ordinata e ben proporzionata.
Interni e tecnologia
L’abitacolo è la sorpresa maggiore di questa Picanto - come lo è da generazioni. Nonostante i 361 cm di lunghezza totale, quattro adulti viaggiano con un agio che le dimensioni esterne non lascerebbero presagire. I sedili anteriori hanno una seduta bassa con fianchetti poco sporgenti e offrono regolazione in altezza per il guidatore. Dietro, una volta entrati sistemandosi, lo spazio è sorprendente: l’ampia apertura dei finestrini e la presa USB-C per la ricarica dei cellulari completano un divanetto posteriore più ospitale del previsto.
La plancia è rimasta in plastica rigida - inevitabile in questa fascia di mercato - ma è ben progettata: la striscia satinata orizzontale la alleggerisce visivamente, i comandi di radio e climatizzatore hanno manopole fisiche ben posizionate e facili da usare senza distogliere gli occhi dalla strada. Lo schermo infotainment è ora da 8 pollici flottante, con navigatore integrato, Android Auto e Apple CarPlay. Non manca nemmeno la strumentazione digitale. Sul fronte della sicurezza il restyling ha portato di serie la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni, il mantenimento di corsia, il riconoscimento dei segnali stradali, la retrocamera e i sensori di parcheggio - una suite che fino a pochi anni fa sembrava fuori luogo su una citycar. Il bagagliaio offre 255 litri con i sedili in uso - nella norma per il segmento, con bocca di carico ampia e regolare - e il piano può essere posizionato su due altezze. Sotto si trova il ruotino di scorta di serie. Abbattendo il divano posteriore la capacità sale fino a 1.010 litri. I ganci e gli occhielli laterali sono utili per fissare i carichi.
Prova su strada
Il motore della GT Line è il tre cilindri 1.0 GDi da 68 CV abbinato al cambio automatico robotizzato a cinque rapporti. L’iniezione diretta GDi porta qualche CV in più rispetto alla versione aspirata base e una risposta leggermente più pronta, pur mantenendo il carattere tranquillo tipico di questa motorizzazione. In città è esattamente quello che serve: pronto ai bassi regimi, silenzioso, mai affannoso. Il cambio automatico gestisce le commutazioni con la fluidità necessaria nei contesti urbani, anche se nelle riprese più decise - sorpassi, salite con carico - tende a indugiare prima di scalare. Chi non ha mai usato un robotizzato ci si abitua in fretta, sebbene non possa restituire la rapidità e l’immediatezza di un doppia frizione o di un convertitore di coppia.
In città la Picanto è nel suo elemento. Il servosterzo leggero non affatica, la compattezza è un vantaggio reale nel traffico e nei parcheggi - con la sola nota del raggio di svolta ampio per le dimensioni dell’auto, che richiede attenzione nelle inversioni a U più strette. Le sospensioni assorbono bene le irregolarità ordinarie del manto stradale, mentre buche pronunciate e sconnessioni marcate si sentono con più evidenza. Fuori città il comportamento è rassicurante: tenuta di strada e agilità nei cambi di direzione permettono di muoversi con sicurezza tra le curve, con lo sterzo sufficientemente pronto. I freni sono efficaci e ben modulabili. In autostrada il 1.0 GDi fa il suo lavoro entro i 110 km/h senza affannarsi, mentre oltre quella soglia richiede un po’ di pazienza per i sorpassi. Sorprende il senso di stabilità e sicurezza che può assicurare fino a 130 km/h, aspetti impensabili per una citycar fino a qualche anno fa. Il consumo medio rilevato in prova è di circa 17-18 km/l su percorso misto - con punte di oltre 20 km/l in extraurbano e valori intorno ai 14-15 km/l in città, con frequenti ripartenze. L’insonorizzazione è buona per la categoria: il tre cilindri si sente ai regimi alti, ma senza risultare fastidioso nelle condizioni di guida ordinaria.
Prezzi e considerazioni finali
La gamma Picanto si articola su tre allestimenti: Urban, Style e GT Line, con prezzi che partono da 17.800 euro per la Urban e superano i 22.000 euro nella GT Line con cambio automatico. La versione GPL è disponibile a un sovrapprezzo di circa 1.750 euro. La garanzia di 7 anni o 150.000 km vale su tutta la gamma ed è uno degli aspetti più convincenti nel confronto con la concorrenza.
La Kia Picanto GT Line è una citycar che convince su quasi tutto: spazio interno generoso per le dimensioni, qualità costruttiva apprezzabile e una dotazione di sicurezza ora finalmente completa. Il cambio automatico la rende particolarmente adatta all’uso urbano, mentre il 1.0 GDi è calibrato esattamente per quel contesto - senza pretese fuori dalla città ma senza mai deludere dove conta davvero. Il raggio di svolta ampio rimane la nota stonata più evidente. Il prezzo della GT Line, avvicinandosi ai 19.000 euro, impone un confronto diretto con le utilitarie di segmento B: chi percorre molti chilometri anche fuori città farà bene a valutarle. Per chi invece cerca una citycar completa. cinque porte ed estremamente pratica, la Picanto rimane difficile da battere.