Sulle strade italiane continua a crescere il tasso di incidentalità con oltre 3mila morti l'anno per un costo sociale pari a 20 miliardi. Un'emergenza che richiede una responsabilità condivisa tra tutti i soggetti coinvolti nel sistema della mobilità, anche con l'introduzione e lo studio di dati e tecnologie come fattori abilitanti per città più sicure. Questa sfida importante è stata ancora una volta posta in primo piano dal Think Tank “The Urban Mobility Council” promosso da Unipol e alla sua quinta edizione. “La mortalità stradale è una pandemia silenziosa mondiale, non possiamo accettare che sia considerata un effetto collaterale inevitabile della mobilità. Ma la risposta non è limitare il movimento delle persone: è governarlo con più intelligenza, più dati e più responsabilità condivise. Dalla sua creazione cinque anni fa, abbiamo posto l'attenzione ai temi della transizione energetica e, in particolare, al contributo che può venire da un uso intelligente delle nuove tecnologie per centrare gli obiettivi ambientali salvaguardando la sostenibilità sociale. Oggi raccogliamo i frutti di quel metodo: innovazioni riconosciute a livello scientifico e brevettate, come le Green Box; strumenti di intelligenza artificiale capaci di anticipare i rischi stradali; alleanze globali, come quella che stiamo definendo”, il messaggio lanciato da Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol e coordinatore dell’iniziativa che ha visto la presenza, tra gli altri, del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini; dell’inviato speciale dell’Onu per la Sicurezza stradale, Jean Todt; del prefetto Renato Cortese, direttore delle Specialità della Polizia di Stato; di Geronimo La Russa, presidente di Aci.
E la testimonianza concreta della crescente centralità del tema della sicurezza stradale è arrivata da due importanti annunci: la partnership, in via di formalizzazione, con l'organizzazione rappresentata dall’ex presidente della Fia, Todt, e la finalizzazione di un protocollo d'intesa con la Polizia stradale. “Due iniziative - spiega una nota - che rafforzano l'impegno di Unipol nel promuovere una mobilità più sicura che contribuisce alla riduzione della mortalità sulle strade, attraverso un approccio integrato che combina dati, innovazione tecnologica e prevenzione”.
“Desidero ringraziare The Urban Mobility Council per il prezioso lavoro di raccolta e analisi dei dati, fondamentale per intraprendere azioni efficaci a favore della sicurezza stradale”, il commento di Todt. E il prefetto Cortese: “La Polizia stradale si configura oggi come un attore centrale nella governance della sicurezza stradale, capace di integrare controllo del territorio, analisi predittiva e cooperazione istituzionale, con l'obiettivo di anticipare i rischi e ridurre sensibilmente il numero delle vittime e dei feriti sulle strade".
Ogni giorno sulle strade italiane si verificano quasi 500 incidenti con feriti. Dietro questi numeri non c'è soltanto un problema di mobilità, ma una questione che riguarda la salute pubblica e la qualità della vita delle persone. “Poiché la sicurezza stradale del futuro sarà sempre più fondata sull'integrazione tra infrastrutture intelligenti, veicoli connessi, dati e comportamenti responsabili, è necessario accelerare la costruzione di un ecosistema nazionale della sicurezza stradale basato sulla diffusione delle tecnologie di prevenzione a bordo dei veicoli e nelle infrastrutture, sulla valorizzazione dei dati come bene collettivo per orientare le decisioni pubbliche, sugli investimenti nella formazione delle nuove generazioni e sul rafforzamento della collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: dalle istituzioni alle imprese, dalle forze dell'ordine al mondo della ricerca”, le parole di Enrico San Pietro, direttore generale Assicurazioni di Unipol.
Sergio Savaresi, direttore del Dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano nonché membro del comitato di indirizzo "The Urban Mobility Council", ha introdotto la necessità di passare da una logica basata sull'analisi degli incidenti già avvenuti a un approccio predittivo, capace di identificare le situazioni di rischio e supportare le decisioni di pianificazione delle città.
In proposito, la principale innovazione è l'integrazione della variabile traffico. Il sistema non produce più, infatti, una fotografia statica del rischio, ma mappe dinamiche che mostrano come la pericolosità delle strade cambia nelle diverse condizioni di circolazione e nei diversi momenti della giornata.
Tra i progetti più innovativi presentati durante il Forum, spicca RoadSafeAI 2.0, il nuovo sistema sviluppato dal Politecnico di Milano per prevedere il rischio di incidenti stradali attraverso l’intelligenza artificiale. L’approccio rappresenta un cambio di paradigma rispetto alle metodologie tradizionali. Invece di limitarsi ad analizzare gli incidenti già avvenuti, il modello utilizza milioni di dati telematici provenienti dai veicoli, informazioni sul traffico e caratteristiche della rete stradale per individuare preventivamente le aree più a rischio.