Roma, quando piove, smette di essere una città e diventa un test di resistenza. Per le persone, per le auto, soprattutto per le due ruote. È in una giornata di piogge irregolari, di quelle che non ti danno mai la certezza di essere davvero al sicuro, che abbiamo portato in strada il Honda SH 150 nella sua più recente evoluzione. Non una prova da scheda tecnica, ma una prova vera, quotidiana, urbana. Niente motore tirato al limitatore, nessuna ricerca della prestazione pura: il focus è stato tutto su ciclistica, sospensioni, tenuta e qualità dell’erogazione così come viene percepita nell’uso reale. Il percorso è quello che nessun costruttore oserebbe disegnare in laboratorio. Centro storico, sampietrini bagnati che riflettono il cielo grigio, Prati con l’asfalto irregolare, il Lungotevere e i suoi sottopassi, dove l’acqua ristagna e diventa una variabile pericolosa. In più, rotaie del tram attraversate in curva, tombini traditori e veri e propri guadi urbani: tratti allagati dove l’asfalto scompare sotto una superficie scura e incerta. In quei momenti il problema non è tanto l’acqua in sé, quanto quello che potrebbe nascondere sotto. Buche, crateri, dislivelli: la manutenzione delle strade romane, per usare un eufemismo, non è esattamente un punto di forza. In questo scenario l’SH 150 MY 2026 ha mostrato tutta la sua maturità. La sensazione dominante è quella di uno scooter che “legge” la strada.
L’avantreno è sempre comunicativo, anche quando il fondo è viscido, e restituisce fiducia senza mai diventare nervoso. Le sospensioni lavorano in modo progressivo: assorbono bene le asperità più secche, filtrano il pavé senza rimbalzi e mantengono la traiettoria anche quando l’asfalto cambia improvvisamente. Sui sampietrini bagnati lo scooter resta composto, non galleggia, non allarga, non mette in crisi chi guida. Una sicurezza che nasce anche da una base tecnica collaudata ma affinata: ruota anteriore da 16 pollici, telaio leggero ma rigido, baricentro basso. Elementi noti, certo, ma che su questo modello continuano a fare la differenza quando la città diventa ostile. Il motore resta il monocilindrico eSP+ da 156,9 cc, omologato Euro 5+, con sistema Start&Stop e controllo di trazione HSTC. I numeri non sono cambiati, ma cambia la percezione: l’erogazione è pulita, progressiva, sempre sotto controllo. Nelle ripartenze ai semafori, nei rilanci brevi e nel traffico compatto lo SH risponde con naturalezza, senza strappi, senza esitazioni. È uno scooter che non affatica mai chi guida, nemmeno dopo ore passate sotto la pioggia. Tra le vere novità di questo aggiornamento c’è la strumentazione. Il nuovo cruscotto LCD, più leggibile e moderno, integra tutte le informazioni essenziali in modo chiaro, anche sotto l’acqua e con luce piatta.
Presente la Smart Key, la presa USB nel vano anteriore e un livello di finiture che cresce ulteriormente, soprattutto nelle plastiche e negli accopiamenti. Fondamentale, in una giornata così, anche l’equipaggiamento. La nostra giacca Dainese in versione urban si è dimostrata impeccabile: nessuna infiltrazione, ottimo isolamento termico, comfort costante e tanta protezione. Calda e asciutta fino alla fine della prova, ha superato il banco romano a pieni voti, esattamente come lo scooter. Rispetto alle versioni precedenti, l’SH 150 MY 2026 cresce nei dettagli e nella percezione di qualità complessiva. È un’evoluzione coerente, che non snatura un progetto vincente ma lo rende più maturo, più raffinato, più solido. L’ergonomia resta uno dei suoi assi nella manica: tutto è dove te lo aspetti, tutto funziona con immediatezza. Capitolo prezzo: il nuovo SH 150 è proposto a partire da 4.090 euro. Una cifra che trova senso nella qualità complessiva del progetto, nella dotazione e in un valore residuo che, storicamente, resta tra i più alti del segmento. C’è poi un aspetto che vale la pena sottolineare, soprattutto oggi. L’SH non è solo uno scooter di successo: è un prodotto autenticamente Made in Italy. Dall’idea progettuale alla realizzazione finale, passando per lo sviluppo industriale nello stabilimento di Atessa, è una storia italiana che continua a funzionare. Una storia fatta di competenza, continuità e capacità di ascoltare il mercato senza inseguire mode passeggere.
Se l’SH è da anni è il re delle due ruote in Italia, il motivo non è uno solo. È la somma di equilibrio, affidabilità, qualità costruttiva e capacità di affrontare la città così com’è. Anche quando piove… Soprattutto quando piove!