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Tesla Model Y Standard: come va la più accessibile di tutte?

Diecimila euro in meno rispetto alla versione Premium, autonomia dichiarata di 534 km e un comportamento dinamico sorprendentemente vivace. Qualche rinuncia c'è, ma l'essenziale è rimasto

Tesla Model Y Standard: come va la più accessibile di tutte?

Tesla Model Y è stata per due anni consecutivi l'auto più venduta al mondo - non solo tra le elettriche, tra tutte le auto - e con il profondo rinnovamento del 2025, ribattezzato internamente "Juniper", ha cercato di rispondere alle critiche che nel tempo si erano accumulate: interni percepiti come austeri, qualità costruttiva migliorabile, assenza di Apple CarPlay e Android Auto. Il risultato è un'auto visibilmente migliorata su molti fronti. Ora Tesla aggiunge un nuovo capitolo alla storia della Model Y con la versione Standard, pensata per chi vuole accedere alla gamma al costo più contenuto possibile. Il prezzo scende a 41.970 euro - diecimila euro in meno rispetto alla Premium - grazie a una batteria più piccola, da circa 60 kWh, e a una dotazione semplificata. L'autonomia dichiarata resta comunque superiore ai 500 km e il carattere di guida, come vedremo, è rimasto intatto. Nel segmento dei SUV elettrici di medie dimensioni la concorrenza è ormai agguerrita - Volkswagen ID.4, Hyundai Ioniq 5, Kia EV6 - ma la Model Y continua ad avere diversi primati e funzionalità inarrivabili per le altre.

Dimensioni e design

La Model Y Standard condivide con il resto della gamma le dimensioni del rinnovamento Juniper: 479 cm di lunghezza, 198 cm di larghezza e 162 cm di altezza, con un passo di 289 cm e un peso di circa 1.906 kg. La silhouette è quella del crossover aerodinamico che conosciamo, con la forma a goccia che ha fatto scuola e che ancora oggi garantisce un coefficiente di resistenza all'aria tra i migliori della categoria. Rispetto alla Premium, le differenze estetiche sono visibili e si notano - molto di più quanto non avviene su Model 3 standard. Sparisce la fascia di LED che collegava i fari anteriori - sostituiti da gruppi full LED standard al posto dei precedenti a matrice - mentre al posteriore la striscia luminosa rimane come elemento di design ma è più sottile e non illuminata. Il faro posteriore perde inoltre quella caratteristica riflettente che aveva debuttato con nuova Model Y, a beneficio di un più semplice gruppo ottico sdoppiato, a forma di “L” posto agli estremi del portellone.

Un altro cambiamento evidente riguarda i cerchi: da 19 pollici si scende a 18, con un design quasi completamente chiuso pensato per ridurre la resistenza aerodinamica. L'effetto estetico non è dei più riusciti, meno ricercato rispetto alla Premium, ma l'intento tecnico è chiaro: meno resistenza all'aria significa più autonomia. Chi predilige un look pulito e discreto potrebbe persino apprezzare la differenza.

Interni e tecnologia

L'abitacolo della Model Y Standard ha subito qualche semplificazione rispetto alla Premium, ma conserva l'impostazione minimalista che è da sempre il marchio di fabbrica di Tesla. Il protagonista assoluto è lo schermo centrale da 15,4 pollici - identico per dimensioni e qualità dell'immagine alla versione più cara - da cui si gestisce praticamente tutto: navigazione, climatizzatore, regolazioni del veicolo, intrattenimento. Un sistema reattivo e ben organizzato che dialoga perfettamente con tutte le funzionalità gestibili dal proprio smartphone e che non sono state limitate / modificate.

I sedili anteriori sono stati rivestiti in tessuto ed ecopelle al posto della pelle sintetica integrale della Premium: una differenza percepibile al tatto, ma non necessariamente in senso negativo. Riscaldamento dei sedili anteriori e del volante sono confermati di serie; la ventilazione, invece, non è disponibile su questa versione, così come il riscaldamento dei sedili posteriori. Una rinuncia importante, soprattutto per il primo aspetto. Lo schienale del divano posteriore si abbatte manualmente tramite una cordicella, anziché elettricamente come sulla Premium - soluzione più rapida e immediata, per quanto meno elegante. Il piantone dello sterzo è regolabile solo manualmente, a differenza della versione più ricca: una semplificazione che in realtà risulta più pratica del sistema motorizzato della Premium, che richiede selezione dal touchscreen e poi rotazione manuale della rotella sul volante.

Anche il piccolo schermo da 8 pollici per i passeggeri posteriori è assente, così come il tetto panoramico trasparente - qui sostituito da un vetro oscurato con rivestimento interno in tessuto per migliorare l'isolamento termico e acustico, riducendo il lavoro del climatizzatore. Una scelta funzionale, che sacrifica però la luminosità dell'abitacolo. Lo spazio a bordo rimane uno dei punti di forza dell'auto: davanti e dietro ci sono centimetri in abbondanza in tutte le direzioni, e cinque adulti viaggiano comodi. Il bagagliaio è molto capiente: 600 litri con i sedili in uso, fino a 2.138 abbattendo gli schienali. Il frunk anteriore offre 114 litri, leggermente meno “pratici” rispetto alla Premium - la guarnizione di chiusura stagna è assente, così come il rivestimento impermeabile e la struttura attorno al vano non è rivestita - ma comunque utile per riporre cavi e oggetti di uso frequente.

Prova su strada

La Model Y Standard monta un singolo motore elettrico posteriore da circa 220 kW, con trazione posteriore e cambio monorapporto. Lo 0-100 km/h è dichiarato in 7,2 secondi, la velocità massima si ferma a 201 km/h: numeri più contenuti rispetto alla Premium bimotore, ma coerenti con la vocazione di un SUV familiare che non deve dimostrare nulla in termini di prestazioni pure. E in ogni caso, su strada la spinta si fa sentire: lo scatto non è brutale, ma è deciso e fluido, con l'erogazione immediata tipica dei motori elettrici che rende le riprese sempre pronte e senza esitazioni. La vera sorpresa arriva dallo sterzo e dall'assetto. L'avantreno entra in curva con una prontezza insolita per un SUV di queste dimensioni e di questo peso, supportato da un assetto orientato più all'agilità che al comfort - lo stesso schema adottato sulla Premium, con quadrilateri all'anteriore e multi-link al posteriore. Il risultato è un'auto piacevole da guidare, che risponde ai comandi con reattività e mantiene il rollio sotto controllo anche nelle curve più veloci.

Il rovescio della medaglia si avverte sulle sconnessioni più marcate: le buche si sentono con una certa evidenza, specie con i cerchi da 18 pollici che per dimensione non favoriscono l'assorbimento delle imperfezioni. Non è un'auto scomoda, ma non è nemmeno la più morbida della categoria. L'insonorizzazione, nonostante l'assenza dei doppi vetri presenti sulla Premium, è efficace: anche a 130 km/h il livello di rumorosità a bordo resta contenuto e la conversazione non richiede sforzi. La frenata rigenerativa è regolabile su due livelli - uno blando e uno che attiva la guida monopedal, con l'auto che si ferma completamente rilasciando l'acceleratore senza toccare il freno. Sull'autonomia, in condizioni primaverili con temperature tra i 17 e i 25 gradi e uno stile di guida non conservativo, il computer di bordo ha indicato un'autonomia complessiva di circa 420 km (consumo medio registrato in ambito misto di 12,9 kWh/100 km, con a/c sempre attiva). Limitandosi alla sola autostrada, l’autonomia si riduce a circa 300/320 km. La ricarica rapida in corrente continua accetta fino a 175 kW, mentre in alternata il limite è di 11 kW con una ricarica completa in circa 7 ore.

Prezzi e considerazioni finali

La gamma Model Y si articola su tre versioni: Standard a 41.970 euro, Premium a 51.970 euro con batteria da 75 kWh, trazione posteriore e autonomia dichiarata di 622 km, e Performance AWD a 63.970 euro. A metà strada si trova anche la Model Y Premium AWD, con doppio motore, ad un prezzo di 54.970 euro. La Standard è l'unica con batteria LFP - chimicamente più longeva e meno soggetta al degrado nel tempo, ma con densità energetica inferiore. La garanzia è di 4 anni o 80.000 km sull'auto, 8 anni o 160.000 km sulla batteria.

La Model Y Standard è un'auto onesta e ben costruita attorno a una proposta chiara: la Tesla più accessibile possibile, senza rinunciare all'essenziale.

Le rinunce rispetto alla Premium esistono e si avvertono - su tutte, la mancanza di ventilazione dei sedili, il tetto oscurato - ma il carattere di guida è rimasto intatto, lo spazio è generoso e la dotazione tecnologica di base è ancora superiore a molte rivali. A 40.970 euro, con oltre 500 km di autonomia dichiarata e la rete Supercharger a disposizione, è difficile trovare argomenti più convincenti per avvicinarsi al mondo elettrico senza troppi compromessi.

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