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Aziende

Poste prende il timone di Tim. Parte il progetto

L’addio alla Borsa può aspettare, ma il gruppo potrebbe cogliere l’occasione se il titolo della telco calasse

Poste ora vuole la guida del super-cloud di Stato

Il nuovo corso di Poste Italiane e Tim è cominciato. Ieri si sono riuniti i consigli d’amministrazione delle due società dopo che il gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco ha ottenuto il controllo si Tim con circa l’86% al termine dell’Opas. Il cda della capogruppo Poste ha approvato «il relativo Regolamento di governo operativo». Si avvia così un processo d’integrazione che da adesso in poi prenderà forma per arrivare a centrare l’obiettivo di 700 milioni di euro di sinergie annue che saranno ottenute mettendo a fattor comune infrastrutture, tecnologie e competenze. L’ingresso di Tim in Poste Italiane, spiega una nota, «prevede la condivisione di obiettivi strategici, il coordinamento delle politiche industriali e gestionali, l’integrazione di attività e competenze per favorire lo sviluppo e la creazione di valore». Si specifica che il Cda di Poste, il suo ad e direttore generale avranno visibilità «sulle principali attività e iniziative di Tim». Poste «verrà coinvolta preventivamente nella valutazione delle operazioni di maggiore rilievo strategico - incluse le operazioni rilevanti - ferma restando l’autonomia giuridica di Tim e delle sue controllate, a tutela anche degli azionisti di minoranza». Il cda di Tim, dal canto suo, ha detto di «prendere atto».

Per il delisting di Tim non ci sarebbe alcuna fretta. Anche perché l’86% ottenuto garantisce il pieno controllo e i numeri necessari per implementare il nuovo piano, che sarà presentato entro marzo 2027. Una soluzione semplice per Poste sarebbe acquistare le azioni sul mercato per superare la soglia del 90% che consentirebbe di procedere con il ritiro dalla Borsa. Ieri il titolo di Tim è sceso del 2,5% a 6,67 euro a un soffio sopra il valore implicito dell’offerta a 6,65. Se scendesse stabilmente sotto questa soglia, allora al gruppo di Del Fante e Lasco potrebbe convenire acquistare senza dover riconoscere la differenza anche a chi ha conferito le azioni, un obbligo che permane fino a sei mesi dal termine dell’Opas.

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