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Acea a Ecomondo, la sfida per il futuro tra innovazione, ambiente e arte

A Rimini il Gruppo porta innovazione, economia circolare e sostenibilità. Nel 2025 trattate oltre 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti

Acea Ecomondo, Rimini

Anche un rottame, come un guardrail ammaccato di un crash test può avere una seconda vita e diventare un’opera d’arte. Basta guardarlo da un’altra prospettiva e magari affidarlo alle mani di un artista. È da questa idea di trasformazione che Acea parte a Ecomondo 2026, la grande vetrina europea della sostenibilità in corso a Rimini, dove innovazione industriale e arte contemporanea si incontrano per raccontare un futuro in cui nulla si spreca e tutto può acquisire un nuovo valore. Si tratta del principale appuntamento europeo dedicato alla green e circular economy giunto alla sua 29° edizione, confermando il proprio impegno nello sviluppo di modelli sostenibili per la gestione delle risorse, l’innovazione industriale e la tutela dell’ambiente. In continuità con il percorso intrapreso negli ultimi anni, il Gruppo è presente con Acea Ambiente che porta a Rimini la propria visione della transizione ecologica, fondata su innovazione tecnologica, economia circolare, recupero e valorizzazione delle risorse. Oggi la società è uno dei principali operatori del settore a livello nazionale: gestisce in tutta Italia 20 impianti, impiega circa 800 persone e nel 2025 ha trattato oltre 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti, operando lungo l’intero ciclo di recupero, trattamento e smaltimento. Acea torna quindi a questo importante appuntamento con uno stand al Padiglione D3 e partecipa a panel tecnici e istituzionali, convegni e tavole rotonde valorizzando la propria esperienza nel settore. Novità dell’edizione 2026, è l’opera «Set Point» (2017) dell’artista romano Giovanni de Cataldo, esposta al centro dello stand. Realizzata a partire da un elemento di guardrail deformato durante un crash test e successivamente rivestito in feltro giallo fluorescente, l’opera rappresenta una riflessione sul concetto di trasformazione e sul valore delle risorse. Ispirata al principio formulato da Antoine-Laurent de Lavoisier, secondo cui «nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma», l’opera propone una riflessione sul valore della materia e sulla possibilità di attribuire nuovi significati a ciò che ha apparentemente esaurito la propria funzione. Un messaggio che richiama i principi dell’economia circolare promossi da Acea Ambiente, dove il recupero e la valorizzazione della materia diventano strumenti concreti per generare nuovo valore, ridurre gli sprechi e generare nuove opportunità per l’ambiente e per i territori. Tra gli appuntamenti di questi giorni, quello di Acea Ambiente che con il convegno «Estensione della normativa ETS alla termovalorizzazione. Impatti industriali, sfide tecnologiche e prospettive economiche», dedicato agli effetti della prospettata inclusione degli impianti di termovalorizzazione nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione.

Poi il convegno «Il lato fisico del cloud: la sfida ambientale dei data center», incentrato proprio sulle sfide ambientali e infrastrutturali poste dallo sviluppo dei data center, con particolare attenzione alla gestione sostenibile delle risorse energetiche, idriche e dei materiali lungo l’intero ciclo di vita di queste infrastrutture.

«Sul trattamento dei rifiuti e in particolare sugli impianti di termovalorizzazione «l’Italia ha ancora un gap importante da colmare, stiamo lavorando al termovalorizzatore di Roma e all’ampliamento di quello di San Vittore nel Lazio con la realizzazione della quarta linea che entrerà in esercizio all’inizio dell’anno prossimo», ha spiegato l’ad di Acea Ambiente Gabriele Di Cintio. Oltre alla realizzazione di nuovi impianti, però, «un tema altrettanto importante è quello dell’innovazione e della decarbonizzazione degli impianti esistenti e questa è anche un’altra area che ci vede particolarmente impegnati», spiega Di Cintio. È quindi necessario «far sì che i nostri impianti siano sempre più efficienti, che la produzione di energia sia massimizzata come anche quella di calore, che i costi di gestione siano ridotti grazie alla digitalizzazione e che, parallelamente, si esplorino le filiere più innovative». Parallelamente a tutto questo, conclude l’ad di Acea Ambiente, «c’è anche un tema molto importante che è quello del carbon capture, quindi la cattura della Co2, che ci può aiutare a ridurre l’impronta ambientale dei nostri impianti di gestione dei rifiuti». Secondo Luis Alejandro Gonzalez Naranjo, Direttore Generale Acea Acqua «garantire la sicurezza idrica del Paese significa investire in infrastrutture resilienti, capaci di rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici e alle esigenze dei territori».

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