Oggi e domani lo stato maggiore del colosso cinese Byd sarà in Italia con tappe a Roma e Bologna. L'occasione è importante per capire se nel futuro del gruppo ci sarà spazio per investimenti nel nostro Paese. Con Stella Li, vicepresidente esecutivo del gruppo, ci saranno lo special advisor per l'Europa, Alfredo Altavilla, e Alessandro Grosso, country manager per l'Italia dei marchi Byd e Denza. E se il via al primo impianto europeo in Ungheria è atteso entro l'anno, la sospensione del secondo progetto produttivo previsto in Turchia rimette in gioco altre opzioni, tra cui quella italiana. «L'Italia figura e lo è sempre stata nella nostra short list - afferma Altavilla al Giornale - ; la confusione generata dall'Industrial accelerator act di Bruxelles fa sì che ormai di stabilimenti
prato verde in Europa non se ne possano più realizzare. Mancano, in proposito, le tempistiche per rispettare l'obiettivo del 70%. Ecco, allora, sia Byd sia altri potenziali nuovi investitori in Europa alla ricerca di eventuali siti sottoutilizzati». Inutile ricordare che se si guarda all'Italia, è la fabbrica Stellantis di Cassino a necessitare di un rilancio urgente.
«Quali caratteristiche deve avere un impianto per aspirare a entrare nei nostri piani? Non facciamo fabbriche cacciavite - risponde Altavilla - ma vogliamo un sito a ciclo completo e con la componentistica insediata in prossimità. Inoltre, lo stabilimento dobbiamo gestirlo noi perché le nostre piattaforme e tecnologie sono diverse». Il top manager di Byd conferma anche l'attenzione verso i fornitori italiani: «È una filiera importante e, fin dove è possibile, cerco di spingere». D'obbligo la domanda sull'affollamento in Europa di marchi cinesi, vista la sovrapproduzione in Patria, e su come cambierà lo scenario. «Troppi marchi stanno arrivando e ci penserà il mercato a marginalizzare chi non merita di restare qui». Tra il 2028 e il 2030, aggiunge Altavilla, «il risultato è che almeno due gruppi europei spariranno. Il ragionamento si basa sulla pura matematica».
Lunedì i sindacati incontreranno il capo europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano, mentre il 17 giugno il ceo Antonio Filosa si presenterà davanti alla Commissione attività produttive della Camera. In entrambi i casi sono attesi chiarimenti sui piani per il Paese.
Stellantis, Volkswagen e Renault, infine, si presentano unite per promuovere gli obiettivi di produzione del piano «Made in Europa».
Nelle proposte inviate ai parlamentari Ue, i tre gruppi sollecitano un quadro normativo per premiare chi localizza la produzione e mantiene la progettazione dei veicoli in Europa: «Vogliamo garantire che l'Europa rimanga la potenza globale nel settore». Bruxelles, in proposito, propone una soglia del 70% di contenuto locale per i componenti, escluse le batterie.