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Aziende

Buffett lascia Berkshire. Arriva il figlio (71enne)

Dopo il ruolo di ad, il magnate cede anche la presidenza. Il portafogli del colosso vale oltre 300 miliardi

Presidente onorario Warren Buffett, 96 anni, vanta partecipazioni anche in Apple e Byd

«Sii timoroso quando gli altri sono avidi, e sii avido quando gli altri hanno paura», così nel 1986 l’uomo che ha insegnato al mondo a investire spiegava agli azionisti la sua strategia. Quell’uomo adesso va in pensione: Warren Buffett si è dimesso dal ruolo di presidente di Berkshire Hathaway dopo 56 anni. Sarà il figlio, Howard Buffett, 71 anni e già consigliere dell’azienda dal 1993, a ricoprire il ruolo di presidente del colosso finanziario. L’oracolo di Omaha manterrà la carica di presidente emerito.

All’inizio del 2026, all’età di 96 anni, Buffett aveva già ceduto il ruolo di amministratore delegato - che ricopriva dal 1965 - a Greg Abel, mantenendo fino a oggi la presidenza. Berkshire Hathaway possiede un portafoglio azionario che supera i 300 miliardi di dollari ed è una delle poche aziende (accanto ai giganti della tecnologia) con una capitalizzazione di mercato superiore a 1.000 miliardi di dollari. Vanta partecipazioni in colossi come Apple, Alphabet, BYD e American Express. «Il tempo vince sempre. Con me, però, è stato generoso», ha scritto Buffett nella lettera agli azionisti in cui ha annunciato il suo passo indietro. Al netto del suo patrimonio eccezionale, l’oracolo di Omaha è la figura che ha maggiormente influenzato generazioni di investitori in tutto il mondo grazie alla sua straordinaria abilità nel valutare le aziende, qualità che gli è valsa il celebre soprannome legato alla città del Nebraska in cui nacque nel 1930. Fondamentale per la sua formazione fu l’incontro con Benjamin Graham alla Columbia University di New York. Graham, economista e padre del value investing (comprare azioni a sconto rispetto al loro valore intrinseco), diventò il suo mentore.

Dopo aver lasciato la Grande Mela nel 1956 per tornare a Omaha, acquistò le prime azioni della Berkshire Hathaway, un’azienda tessile in declino, ad un prezzo di circa 8 dollari per azione. Analizzando i bilanci della società, come insegnatogli da Graham, si era accorto che il valore degli asset netti per azione superava nettamente il prezzo di mercato. Nel 1965 Buffett ne assunse il controllo azionario. Invece di reinvestire nel settore tessile gli utili derivanti dai tagli dei costi, iniziò a impiegarli nell’acquisto di partecipazioni azionarie e compagnie assicurative, trasformando progressivamente la Berkshire in una holding di partecipazioni. Il resto è storia.

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