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Aziende

Essilux vara il buyback. E il titolo rialza la testa

La speranza di Milleri è che il programma di riacquisto azioni contribuisca a rilanciare il titolo, che a partire dallo scorso novembre ha accusato ribassi importanti

Delfin fa il pieno di cedole: un bottino da 1,2 miliardi
Francesco Milleri, ceo di EssilorLuxottica.

Milleri passa all’azione per rivitalizzare il titolo di Essilux in Borsa. Il gruppo italo-francese dell’occhialeria ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie fino a 5 milioni di azioni e un valore di 787 milioni di euro, almeno ai prezzi di Borsa di ieri (161 euro per azione, +2,5% dopo l’annuncio). Questa mossa, fa sapere la stessa Essilux, «riflette la fiducia della società nella sua capacità di creare valore e nelle sue prospettive di lungo periodo». Per attuare il programma di acquisto, la società ha dato mandato a un intermediario specializzato, che da ieri ha iniziato gli acquisti. EssilorLuxottica - afferma - lancia questo programma di acquisto di azioni proprie in conformità alla diciannovesima risoluzione deliberata dall’assemblea annuale degli azionisti del 28 aprile 2026.

La speranza di Milleri è che il programma di riacquisto azioni contribuisca a rilanciare il titolo, che a partire dallo scorso novembre ha accusato ribassi importanti, passando da un valore dell’azione di 315 euro ai 161 di ieri. Un salto carpiato all’indietro sul quale hanno inciso anche le incertezze sulla governance di Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio che controlla il 32,4% della società. Nei giorni scorsi si è registrata l’uscita dal gruppo anche di Leonardo Maria Del Vecchio, che oltre a essere azionista della cassaforte di famiglia ricopriva la carica di presidente di Ray-Ban e di chief strategist officer del gruppo Essilux. Una mossa che il figlio del fondatore ha motivato da una parte con motivi professionali riconducibili alla fine di un mandato triennale che ha raggiunto i suoi obiettivi e a una «distanza» creatasi dal gestione manageriale dall’imprinting del padre; dall’altra come un modo per prendere dovutamente distanza da ruoli operativi in azienda, in modo da avere mani più libere nelle vesti di azionista di Delfin. Lo sforzo di Del Vecchio jr, adesso, sarà quello di sbloccare lo stallo sulle quote degli eredi in modo da dare alla holding una governce più chiara.

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