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Aziende

Ex-Ilva, i cechi frenano sull'interesse per l'acciaieria

Intanto ieri è stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto-legge contenente “Misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale”

Taranto sabota l'ex Ilva. Stop alla termoelettrica

A nemmeno 24 ore dall’annuncio di un nuovo contendente per l’ex Ilva, il diretto interessato (la società ceca Ce industries) frena bruscamente sulla via per Taranto. Il gruppo Ce Industries «non ha presentato, al momento, alcuna offerta per le attività dell’Ilva a Taranto. Non è stata quindi presa alcuna decisione in merito alla portata di un eventuale interesse su cui potremmo esprimerci» ed «è pertanto troppo presto per formulare ipotesi su una possibile operazione o sui suoi termini», ha detto all’Agenzia Nova il portavoce di Ce Industries. Non una porta in faccia, a dire il vero, ma la precisazione di aver presentato - nelle scorse ore - una manifestazione di interesse che dà accesso alla data room: una sorta di cassetto riservato in cui sono presenti tutti i dati sensibili, soprattutto sul fronte finanziari, del polo siderurgico. Una mossa quindi ancora distante dalla presentazione di una offerta. «Analizzati i dati è la precisazione del gruppo Ce Industries il gruppo potrà valutare se fare o meno un’offerta vincolante».

La stessa condizione in cui si trova, al momento, anche la cordata italiana guidata da Federacciai che con 14 player di settore sta studiando il dossier per formulare un’eventuale proposta di acquisto e sviluppo dell’area a freddo.

Intanto ieri è stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto-legge contenente «Misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale». Il provvedimento - a quanto si apprende - riguarda la prosecuzione delle attività dell’ex Ilva e introduce la possibilità per le aziende siderurgiche in amministrazione straordinaria di poter contrarre prestiti e, nel caso specifico dell’ex Ilva , di proseguire nella gestione dei rifiuti, anche in considerazione della decisione del Tar di Lecce di respingere in un primo momento la sospensiva dell’autorizzazione ambientale in attesa che arrivi una decisione collegiale.

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