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Aziende

Longevità, una sfida per l'Italia

Generali Italia riunisce i decision maker e studia gli scenari. Fancel: “Occorre ripensare il welfare”

Il Country Manager & CEO di Generali Italia Giancarlo Fancel durante il Longevity Day 2026 "Previdenza Protezione e Futuro" di Generali presso lo Spazio Vittoria Roma, 06 ottobre 2026 ANSA/FABIO CIMAGLIA (npk)

La longevità cambia la società e anche il modo di proteggerla. È questa la sfida al centro del Longevity Day di Generali, che ieri a Roma ha riunito istituzioni e operatori per riflettere sugli effetti dell’allungamento della vita sugli equilibri economici e sociali del Paese. In Italia si vive ormai fino a circa 84 anni, ma in buona salute soltanto fino a 58. E mentre cresce il numero degli anziani rispetto alla popolazione in età lavorativa, si riduce quello delle famiglie con figli e aumenta il peso della spesa pensionistica.

Anche la cura delle persone non autosufficienti grava ancora in larga parte sulle famiglie, mentre la spesa sanitaria privata ha raggiunto circa 49 miliardi di euro. «La longevità è una delle più grandi conquiste della nostra società e rende necessario ripensare il concetto stesso di protezione», ha sottolineato Giancarlo Fancel (in foto), Country Manager e Ceo di Generali Italia. «Si tratta di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita, integrando prevenzione, salute, assistenza e sicurezza economica». Una trasformazione che, secondo Fancel, non deve essere letta soltanto come una nuova fonte di bisogni, ma anche come un’occasione per costruire un modello più sostenibile. «Una società più longeva può favorire nuovi modelli di lavoro, forme di welfare, servizi e percorsi di inclusione. Può generare conseguentemente crescita economica e sviluppo sociale, a condizione che si investa nelle soluzioni necessarie a garantire salute, autonomia e qualità della vita», ha spiegato il manager.