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Aziende

Giappone senza operai, arrivano gli umanoidi

Mitsubishi ha siglato un accordo per inserire robot dall’aspetto umano nella sede di Kyoto

Industrial robots produced by Siasun or Xinsong are pictured during the 2026 World Robot Conference in Beijing on August 20, 2026. (Photo by ADEK BERRY / AFP)

Sono dieci anni che in Giappone il numero di nuove nascite continua a scendere e questo si accompagna a un ulteriore peggioramento del tasso di fecondità, sceso a 1,14 figli per donna, nuovo minimo storico per il Paese. Il crollo delle nascite insieme all’invecchiamento della popolazione ha, chiaramente, un effetto diretto sull’economia e, se diminuisce la forza lavoro allora frena anche il settore della manifattura, da sempre il cuore pulsante dell’industria giapponese. E se gli incentivi per le nuove famiglie ancora non portano risultati, allora scende in campo il piano b: sono i robot umanoidi.

La risposta alla crisi demografica, per Mitsubishi Motors, passa infatti attraverso i robot. Il costruttore di automobili giapponese ha siglato un memorandum d’intesa con Highlanders, una startup nata dall’Università di Tokyo, proprio per sviluppare macchine dall’aspetto umano in grado di apprendere le competenze degli operai esperti e trasmetterle alle nuove generazioni.

Nonostante in Cina siano già in funzione da anni le dark factory - fabbriche completamente al buio dove i robot assemblano telefoni e automobili - il modello giapponese è completamente diverso, perché punta alla collaborazione tra uomo e macchina. Si tratta di una rivoluzione storica, l’accordo rappresenta infatti la prima collaborazione di questo genere tra un produttore automobilistico e uno sviluppatore di robot umanoidi, con l’obiettivo di cambiare le fondamenta industriali, dove operai e robot umanoidi lavorano fianco a fianco.

L’accordo prevede che Mitsubishi Motors impiegherà i robot umanoidi di Highlanders - nello specifico il modello «N» che non solo per peso e altezza è uguale all’uomo, ma è anche in grado di comunicare verbalmente - nei propri stabilimenti, a partire da alcune decine di unità. Il primo approccio avverrà nell’impianto di Kyoto dove c’è una linea di assemblaggio dei motori. Allo stesso tempo la casa automobilistica sfrutterà il proprio know-how, tra ingegneria, controllo della qualità, sicurezza e durabilità, per avviare la produzione dei robot proprio nello stabilimento di Kyoto. L’obiettivo è raggiungere una capacità di mille robot al mese, con l’avvio previsto per l’inizio del 2027.

Insomma, il futuro dove i robot lavorano e vivono in mezzo agli uomini non è più così lontano.

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