Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:52
Aziende

I conti di Lmdv Capital: “Profitti a 60 milioni”

Leonardo Maria Del Vecchio posta su X il bilancio del suo family office. Nel 2025 investiti 175,9 milioni

L'editore Leonardo Maria Del Vecchio durante la presentazione del nuovo Quotidiano Nazionale, Roma 5 novembre 2026. ANSA/UFFICIO STAMPA QN ++FOTO DIFFUSA DALL'UFFICIO STAMPA - USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK++++

Mai come in questo momento sotto i riflettori dell’attenzione mediatica, Leonardo Maria Del Vecchio ieri ha pubblicato sul suo profilo «X» i dati del bilancio 2025 del suo veicolo personale Lmdv Capital. Il post, corredato dalla descrizione «trasparenza», mette in evidenzia i principali parametri dell’esercizio da poco approvato del suo family office: l’utile netto è balzato del 133,8% a 59.9 milioni di euro. Aumenta anche il valore lordo del portafoglio di partecipazioni, che nello stesso periodo è aumentato del 76,1% rispetto al 2024 e ora si attesta a 690,5 milioni di euro.

Nello scrigno dell’imprenditore ed erede del fondatore di Luxottica, ci sono numerose partecipazioni in una galassia di investimenti che va dall’editoria (con la maggioranza del QN e il 30% ne Il Giornale e da poco il 2% nel Fatto Quotidiano), passando per ristorazione e hospitality (con la proprietà del Twiga e le attività di Triple Sea Food) per arrivare all’industria con l’investimento in Acqua e Terme Fiuggi (95%), Leone Film (19.45%) e quote minori in Ima e Rina. Tante le scommesse anche nel settore tecnologia e fintech. Ma queste sono solo alcune componenti di portafoglio che nel 2025 - riporta lo stesso imprenditore sui social - ha investito 175,9 milioni di euro netti. Tra i quali 85,8 milioni nel comparto hospitality, 39,2 milioni nel settore immobiliare, 33,5% milioni sui Media e 17,4 milioni in altri settori.

Il quartogenito di Leonardo Del Vecchio ha inoltre fatto richiesta per trasferire su un veicolo personale della sua partecipazione del 12,5% in Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio che custodisce le partecipazioni - tra le altre - in EssilorLuxottica, Mps, Generali e Unicredit.

Inoltre, lo scorso lunedì ha messo sul piatto un’offerta da 3,7 miliardi di euro a socio per rilevare le quote degli altri eredi e sbloccare la situazione dell’eredità oltre a tutelare l’italianità di una holding strategica per la finanza italiana. A supporto, la disponibilità da parte di Citi per dare supporto all’operazione con un maxi finanziamento da 22 miliardi di euro. È stata la risposta al tentativo del finanziere ceco Michal Strnad che aveva offerto in precedenza 30 miliardi per rilevare l’intero capitale della Delfin. Entrambe le proposte, però, hanno ricevuto il «no» di quattro soci.

Commenti