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Aziende

Iliad vede l’utile operativo

L’ad Levi: “L’Italia resta centrale”. E Reynaud: “Ma ora serve un riequilibrio delle frequenze”

Più frequenze e sviluppo della rete. Così si costruisce il futuro digitale

Migliorano i conti di Iliad nei primi sei mesi del 2026. Il gruppo di telefonia francese, nel nostro Paese, ha fatto segnare per la prima volta un utile operativo di un milione di euro e ha più che dimezzato la perdita semestrale, che si è attestata quest’anno a 25 milioni mentre nella prima parte dell’anno scorso era di 69 milioni. Lievemente in aumento (+0,1%) a 12,8 milioni, mentre il fatturato è salito a 665 milioni.

Il gruppo è guidato in Italia dall’ad Benedetto Levi, il quale ha affermato che il semestre «conferma la solidità della nostra strategia e il ruolo centrale dell’Italia come motore strategico per il gruppo a livello europeo». Ora, «Per continuare a sostenere la trasformazione digitale del Paese è necessario un quadro regolatorio che valorizzi gli investimenti e promuova la concorrenza». Il riferimento è alla necessità, sostenuta dai transalpini, di un riequilibrio delle frequenze da rinnovare. «Abbiamo avviato le consultazioni sullo spettro», ha detto l’amministratore delegato Thomas Reynaud, «In Italia, contribuiremo alle consultazioni e riteniamo fermamente che sia necessario un riequilibrio in linea con la normativa nazionale ed europea». Quanto al consolidamento degli operatori tlc, Reynaud sembra ormai averlo archiviato vedendo in Italia uno scenario chiave «a quattro operatori».

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