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Aziende

Iren punta tutto sulle infrastrutture

Previsti investimenti per 10,4 miliardi, focus su acqua, termovalorizzatori e distribuzione elettrica. Più dividendi

Luca Dal Fabbro, Iren

Iren mette le infrastrutture al centro della propria strategia, prepara investimenti per 10,4 miliardi al 2035, e alza la posta sui dividendi che - per la gioia dei comuni azionisti (Torino, Genova, Reggio Emilia e Parma) - saranno più ricchi. Metà delle risorse saranno destinate a tre attività considerate strategiche: servizio idrico, distribuzione elettrica e termovalorizzatori. È la nuova direttrice del piano industriale approvato dal cda, con cui il gruppo punta a crescere nei settori regolati e a migliorare redditività ed efficienza. Una rifocalizzazione del business che ha precisi obiettivi economici: un mol di 1,95 miliardi nel 2035, rispetto agli 1,35 miliardi del 2025, con una crescita media annua del 4%. L’utile netto è atteso a 550 milioni, dai 301 milioni del 2025, con un incremento medio annuo del 6%. Le attività regolate e semi-regolate dovrebbero rappresentare l’80% dell’Ebitda a fine piano, rafforzando la visibilità dei risultati.

Alla base della strategia del gruppo presieduto da Luca Dal Fabbro (nella foto) c’è una maggiore selettività negli investimenti: il 73% delle risorse è destinato ai business regolati e semi-regolati, mentre il 55% servirà a mantenere e rinnovare gli asset esistenti e il restante 45% a sostenere lo sviluppo.

La fetta più consistente degli interventi prioritari riguarda l’acqua, con 2,4 miliardi per rinnovare le reti e rafforzare la depurazione: il piano prevede la sostituzione di circa 1.700 chilometri di condotte e la riduzione delle perdite al 26%. Altri 1,4 miliardi andranno alla distribuzione elettrica, con sei nuove cabine primarie e il potenziamento di due esistenti: l’obiettivo è aumentare del 60% la potenza e dimezzare la durata media delle interruzioni.

Per i termovalorizzatori sono previsti 1,2 miliardi, sui 2,2 miliardi destinati alla divisione Ambiente. Nell’energia, invece, il gruppo destina 700 milioni al teleriscaldamento e quasi 650 milioni all’idroelettrico, nell’ipotesi di un’estensione delle concessioni.

Sul fronte finanziario, il debito netto è previsto salire da 4,2 a 5,4 miliardi. Il gruppo aumenta inoltre la politica dei dividendi: crescita dell’8% annuo fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030. Il piano prevede, infine, 2.800 assunzioni, anche per accompagnare il ricambio generazionale e manageriale. In merito alla governance, «scadiamo tra un anno e mezzo, poi saranno gli azionisti a decidere come accade in tutte le aziende quotate in Italia. Per il momento la governance sta funzionando», ha precisato Dal Fabbro.