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Salone Contract, debutta a Shanghai il tour internazionale

Il Salone del Mobile ha inaugurato la prima tappa di presentazione della nuova manifestazione che si terrà dal 13 al 18 aprile 2027 in Fiera Milano. In Cina il living è il 48% del potenziale per il settore con forti previsioni di crescita e grandi progetti edilizi innovativi

Salone del mobile

Il Salone del Mobile.Milano porta a Shanghai la prima edizione di Salone Contract Tour, inaugurando il percorso internazionale che accompagnerà il debutto di Salone Contract 2027 al Salone, dal 13 al 18 aprile 2027 in Fiera Milano, con il masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten / OMA che darà forma a una piattaforma pensata per mettere in dialogo progetti, capacità industriali e requisiti della committenza attraverso The Dome, Podium, Project Spaces e aree B2B.

La tappa del tour prende il mixed-use come osservatorio della nuova domanda Contract e parte da Westbund Central, il progetto da 8 miliardi di dollari con cui Hongkong Land sta sviluppando sul waterfront di Xuhui una nuova centralità urbana da oltre 1,1 milioni di mq di superficie sviluppabile, integrando office, retail, residenze, hospitality, cultura e public realm, ovvero Grade A offices, luxury retail,residenze waterfront, due hotel Mandarin Oriental, convention, cultura, sport, wellness e public realm. Il masterplan firmato da KPF coordina le componenti dello sviluppo e una rete di studi internazionali interviene sui singoli ambiti.

La scelta di Shanghai riflette il peso del mercato cinese e la profondità della trasformazione in corso. La Cina concentra circa il 72% del mercato Contract potenziale dell’Asia-Pacifico1, per un valore stimato tra 20 e 25 miliardi di euro. In parallelo, grandi sviluppi mixed-use, riqualificazione del patrimonio esistente, hospitality e nuovi modelli dell’abitare stanno modificando il modo in cui vengono definiti brief, standard, specifiche e forniture.

“Il mixed-use rende evidente un cambiamento più ampio: il design entra sempre prima nella costruzione del valore immobiliare. Un hotel deve attrarre ospiti e costruire identità, un workplace deve offrire alle persone una ragione per essere vissuto, il retail deve aumentare permanenza e desiderio di ritorno, il residential incorpora servizi e amenities sempre più vicini all’hospitality”, spiega Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano.

“In questo scenario, furniture, lighting, superfici, materiali, acustica, tecnologia e soluzioni bespoke non sono più soltanto elementi finali del fit-out: contribuiscono alla capacità di un asset di mantenere attrattività, rilevanza e performance nel tempo. Questo è particolarmente evidente oggi in Cina - aggiunge Maria Porro -, dove un mercato più selettivo sposta l’attenzione dalla crescita quantitativa alla qualità degli asset, alla loro capacità di riposizionarsi e di rispondere a nuovi usi e comportamenti. Per il Contract significa una cosa molto concreta: il progetto diventa parte della strategia con cui un immobile compete. Il Tour nasce per leggere questa evoluzione direttamente nei mercati, coinvolgendo developer, architetti, interior designer, operatori e altri stakeholder che generano e orientano la domanda. L’obiettivo è raccogliere esigenze, priorità e criteri decisionali da riportare dentro Salone Contract 2027”.

A Shanghai infatti il confronto riunisce Hongkong Land, Benoy, Mdo - More Design Office e Ccd - Cheng Chung Design attorno al talk “The Integrated Destination - Designing across asset classes” realizzato in collaborazione con il media partner Designwire. Westbund Central rappresenta il caso concreto attraverso cui leggere che cosa succede quando non si progetta più un singolo hotel, mall, workplace o residenza, ma un’intera destinazione nella quale “asset class” differenti devono funzionare come parti dello stesso sistema.

In Cina il living rappresenta il 48% del potenziale Contract stimato, comprendendo residenziale tradizionale, rental housing, student housing, co-living e senior living seguiti da uffici (24%), retail (18%) e hospitality (10%) il 10%. Le opportunità non derivano soltanto da nuove costruzioni. Tra il 2026 e il 2030 la Cina programma l’avvio della riqualificazione di circa 115.000 complessi residenziali urbani, aprendo una domanda che riguarda abitazioni, spazi condivisi, servizi, amenities e qualità complessiva dell’esperienza abitativa. Nell’hospitality a fine giugno 2026, Shanghai contava 109 progetti alberghieri; nell’intera Cina 3.588 i progetti in diverse fasi di sviluppo, di cui 2.547 già in costruzione: è una scala che genera migliaia di decisioni su guestrooms, lobby, F&B, lighting, materiali, furniture e aree comuni. A questo si aggiunge la crescita delle branded residences, dove hospitality, living e design convergono sempre più.

In Asia-Pacifico, il numero dei progetti di branded residences è cresciuto del 55% negli ultimi cinque anni. Per le imprese italiane, il tema si innesta su una presenza commerciale già significativa. Le esportazioni del Macrosistema Arredamento verso la Cina hanno raggiunto 364 milioni di euro nel 2025 e 144 milioni di euro nel primo semestre 2026. Ma il Contract segue logiche differenti rispetto alla semplice esportazione di prodotto: nei grandi progetti le decisioni iniziano anni prima della consegna e attraversano developer, architect, interior designer, operator, consultant, procurement company e contractor.

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